Rendicontazione non finaziaria: tutela dell’ambiente e valore delle persone

La Direttiva 2014/95/UE obbliga le aziende di grandi dimensioni a includere nei loro bilanci annuali un rapporto sugli aspetti non finanziari delle loro attività

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A seguito della Direttiva europea n. 95/2014, recepita in Italia con il d.lgs. n. 254/2016, è tracciata la strada verso una standardizzazione della rendicontazione non finanziaria, per garantire maggiore trasparenza e comparabilità tra i diversi bilanci di sostenibilità.

Questa normativa ha dato impulso all’obbligo di rendicontazione non finanziaria per le aziende quotate o emittenti titoli obbligazionari di grandi dimensioni nonché per le aziende del settore bancario-assicurativo. L’Nfrd (non-financial reporting) modifica la Direttiva sui Bilanci d’Esercizio e Consolidati.

Il non financial reporting

La Direttiva 2014/95/UE obbliga le aziende di grandi dimensioni a includere nei loro bilanci annuali un rapporto sugli aspetti non finanziari delle loro attività. Prevista dal Green Deal per una finanza sostenibile come gli aspetti ambientali e sociali, etica nell’ambito della gestione del personale, diritti umani ecc..

La direttiva sul reporting non finanziario è stata voluta con l’obiettivo di garantire informazioni migliori sulla sostenibilità degli investimenti agli investitori, oltre ad assicurare alla società civile e alle altre parti interessate l’accesso alle informazioni di cui hanno bisogno per ricordare alle aziende di tenere conto del loro impatto sulla società e sull’ambiente, riducendo un deficit di responsabilità.

La rendicontazione sociale

La rendicontazione sociale risale alla seconda metà del Ventesimo secolo. Storicamente il primo esperimento di rendicontazione non finanziaria fu ad opera della tedesca Aeg, ma rimase isolato per molti anni. Nel 1977 in Francia fu emanata la prima legge che rendeva obbligatoria la redazione del bilancio sociale per le imprese con più di 750 dipendenti (il limite fu ridotto a 300 nel 1982).

In Italia la prima esperienza di rendicontazione sociale risale al 1978, con la pubblicazione del bilancio sociale del Gruppo Merloni, a cui seguì, molti anni dopo, l’esperienza di Ferrovie dello Stato, che pubblicò il suo primo bilancio sociale relativo agli anni 1992-1993.
Nel corso del tempo si sono diffusi diversi strumenti di rendicontazione.

Oltre il bilancio di esercizio

Classificando i diversi documenti in base alla tipologia di performance rendicontata, si possono identificare, oltre al bilancio di esercizio:

  • il bilancio sociale, che amplia la vista alla dimensione sociale delle attività aziendali;
  • il bilancio ambientale, che focalizza l’attenzione sugli impatti ambientali delle attività d’impresa;
  • il bilancio degli intangibili, che mira a descrivere il valore generato dagli asset intangibili dell’azienda, costituiti dal capitale umano, il capitale strutturale-organizzativo e il capitale relazionale.

Nell’ambito della gestione e tutela delle risorse umane e il valore delle nostre persone   rientra:

  • Diversità e pari opportunità             
  • Benessere dei lavoratori             
  • Formazione e sviluppo del capitale umano         
  • Salute e sicurezza sul lavoro, prevenzione infortuni e tutela della salute

Per l’attenzione per l’ambiente rientrano:  

  • L’impegno per la tutela ambientale           
  • Consumi energetici ed emissioni           
  • Gestione delle risorse idriche             
  • Gestione dei rifiuti         
  • Gestione degli impatti ambientali coinvolgimento del territorio    

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