Gestione degli stranieri e la sicurezza sul lavoro

I lavoratori stranieri devono essere considerati all’interno della valutazione dei rischi per garantire la sicurezza sul lavoro.

La presenza dei lavoratori stranieri deve essere considerata all’interno della valutazione dei rischi che il Datore di Lavoro deve effettuare, finalizzata ad individuare le procedure e le misure di prevenzione e protezione più efficaci per ridurre in modo accettabile o eliminare i rischi lavorativi.

L’analisi e la valutazione del rischio riferita ai lavoratori provenienti da un paese straniero deve tener dunque conto delle eventuali differenze culturali derivate da:

  • caratteri geografico-nazionali;
  • difficoltà linguistiche;
  • percezione culturale che si ha del pericolo e dell’esposizione a esso;
  • livello di comprensione e accettazione del rischio;
  • elementi legati al culturali e  religiosi;

L’appartenenza religiosa sembra fuori luogo, tuttavia certe pratiche religiose potrebbero riflettersi sulle prestazioni del lavoratore e sul suo livello di lucidità durante lo svolgimento delle sue mansioni esponendoli a rischi specifici.
Sono un esempio i lavoratori islamici che durante il periodo di digiuno del ramadan sono più soggetti a pericoli soprattutto nello svolgimento di attività in cui si lavora all’esterno es. nelle aziende agricole o nei cantieri esposti al calore estivo.

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Proprio nell’ambito di questa valutazione dei rischi questa deve essere effettuata, tenendo conto di tutti i rischi cui sono esposti i lavoratori, raggruppando i lavoratori e le mansioni per gruppi omogenei , in relazione anche alle tipologie di rischio, che siano esse di natura fisica e culturale come nel caso degli stranieri.

L’assunzione die lavoratori obbliga il datore di lavoro a fornire ai lavoratori informazione e formazione relativa alla sicurezza è un adempimento obbligatorio che prevede che  tale attività sia accessibile e comprensibile a tuttii lavoratori
in particolare con l’articolo 37 comma 13, in cui si stabilisce che:

“Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.”

La verifica della comprensione sopra consiste nella somministrazione del test comprensione lingua italiana ai lavoratori stranieri, e in seguito in base dei risultati si potrà strutturare il programma formativo secondo le esigenze di ciascuno. In caso di assunzione  di stagionali è importante la presenza di mediatore culturale che traduca la formazione ei test di verifica nella lingua del lavoratore. Se necessario si realizza un affiancamento lavorativo con lavoratori che comunicano nella stessa lingua e che conoscono la lingua italiana.

L’INAIL ha realizzato e pubblicato una guida intitolata Straniero, non estraneo. ABC della sicurezza sul lavoro, si tratta di un opuscolo tradotto in molte lingue che fornisce indicazioni pratiche ai lavoratori stranieri da poco in Italia che non conoscono la lingua, le leggi e le istituzioni del nostro Paese. Una guida utile dal linguaggio semplice e intuitivo che richiama l’attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro e, più in generale, alla tutela dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie.

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