DPI coronavirus: quali dispositivi di protezione individuale bisogna usare?

Oggi è chiaro a tutti che per prevenire il rischio contagio da Covid-19, nella fase che seguirà il lockdown, sarà fondamentale l'uso dei DPI

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L’emergenza coronavirus ha portato alta l’attenzione sui DPI, i dispositivi di protezione individuali. Si tratta di un concetto chiave per chi si occupa di sicurezza nei luoghi di lavoro, dove in alcuni casi sono obbligatori.

Oggi è chiaro a tutti che per prevenire il rischio contagio da Covid-19, nella fase che seguirà il lockdown, sarà fondamentale l’uso dei DPI.

Cosa sono i DPI?

DPI è l’acronimo di “dispositivi di protezione individuale”.

Un DPI è una qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, ma anche ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Il loro uso in ambito di sicurezza nei luoghi di lavoro è normato dal Testo Unico Sicurezza il decreto 81/2008.

I DPI come la mascherina sono obbligatori?

I DPI, in ambito sicurezza sul lavoro, devono essere impiegati per legge quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

Alcuni specifici DPI utili per proteggere i lavoratori e le persone dal contagio da nuovo coronavirus sono quidi obbligatori quando non si può evitare la distanza di un metro fra le persone come le mascherine.

Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio del 26 aprile 2020 rende obbligatorio in tutta Italia l’uso della mascherina.

“è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.

Restano esclusi dall’obbligo su tutto il territorio nazionale i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

Ancora il DPCM 26 aprile 2020 chiarisce che possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

L’articolo 16 del decreto legge n. 18 del 2020 specifica che:

per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono
oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale
di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale
(DPI), di cui all’articolo 74, comma 1, del decreto legislativo 9
aprile 2008, n.81, le mascherine chirurgiche reperibili in commercio,
il cui uso è disciplinato dall’articolo 34, comma 3, del
decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9.

La mascherina è quindi obbligatoria solo se non si può rispettare la distanza di sicurezza e nel periodo di emergenza dovuta alla Covid-19 sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE previa valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

In generale, le modalità d’uso dei DPI coronavirus sono specificate nel Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro firmato da Governo e sindacati per aiutare le aziende a favorire la salubrità dei luoghi di lavoro.

L’uso delle mascherine non è mai in alcun modo sostituibile alle due misure di prevenzione più importanto:

  • distanziamento di almeno un metro;
  • lavaggio frequente delle mani.

I DPI ai tempi del nuovo coronavirus

L’art. 15 del decreto legge n. 18 del 2020 cosiddetto “Cura Italia” detta disposizioni straordinarie per la gestione dell’emergenza Covid-19 e attribuisce all’Inail la funzione di validazione straordinaria e in deroga dei dispositivi di protezione individuale (dpi).


Per approfondire:

Emergenza coronavirus: per produrre e importare mascherine basterà un’autocertificazione

La mascherina è a tutti gli effetti DPI obbligatorio, anche senza marchio CE


La deroga riguarda la procedura e la relativa tempistica e non gli standard di qualità dei prodotti che si andranno a produrre, importare e commercializzare, che dovranno assicurare la rispondenza alle norme vigenti e potranno così concorrere, unitamente all’adozione delle altre misure generali, al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica in corso.

Terminato il periodo di emergenza, sarà ripreso il percorso ordinario e i dpi, validati in attuazione della disposizione richiamata, dovranno, per continuare a essere prodotti, importati o commercializzati, ottenere la marcatura CE seguendo la procedura standard.

I DPI coronavirus, utili contro Covid-19

Quali sono i DPI coronavirus utili per prevenire il contagio da Covid-19, l’infezione polmonare causata dal virus Sars-CoV-2?

La trasmissione del SARS-CoV-2, avviene prevalentemente mediante il contatto interumano tra persona e persona, attraverso l’inalazione di micro-goccioline (droplets), generate dalla tosse o starnuti di un soggetto infetto. Tali droplets generalmente si propagano per brevi distanze, e possono direttamente raggiungere le mucose nasali od orali o le congiuntive di soggetti suscettibili nelle immediate vicinanze, oppure depositarsi su oggetti o superfici. Se gli oggetti e le superfici vengono contaminati da droplets o direttamente da secrezioni respiratorie (saliva, secrezioni nasali, espettorato), il virus si può trasmettere indirettamente, attraverso il contatto delle mani contaminate con bocca, naso e occhi.

Per prevenire il contagio è necessario dunque proteggere il viso e quindi bocca, naso e occhi. È essenziale lavarsi le mani di frequente e può essere utile proteggere quindi anche le mani.

Ecco allora un elenco dei DPI utili per prevenire il contagio da nuovo coronavirus fornita da Inail.

PROTEZIONE DISPOSITIVO NORMA                                           
Protezione occhi Occhiali (DPI II cat.) UNI EN 166:2004
Protezione occhi Occhiali a maschera (DPI III cat.) UNI EN 166:2004
Protezione occhi e mucose Visiera (DPI III cat.) UNI EN 166:2004
Protezione vie respiratorie Semimaschera filtrante UNI EN 149:2009
Protezione vie respiratorie Semimaschera e quarti di maschera UNI EN 140:2000
Protezione corpo Indumenti di protezione (DPI III cat) UNI EN 14126:2004
UNI EN13688:2013
Protezione mani Guanti monouso (DPI III cat) UNI EN 420:2010
UNI EN ISO 374-5:2017
UNI EN ISO 374-2:2020
UNI EN 455
Protezione arti inferiori Calzari (DPI I, II, III cat.) UNI EN ISO 20345:2012
UNI EN ISO 20347:2012
UNI EN ISO 20346:2014

DPI coronavirus validati

L’Inail ha pubblicato un elenco dei DPI dispositivi di protezione validati in deroga.

EMERGENZA COVID – VALIDAZIONE STRAORDINARIA ART. 15 COMMA 3 DLGS. 18/2020 VALIDAZIONI CON ESITO POSITIVO

A proposito di mascherine: come si mettono?

  • prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
  • copri bocca e naso con la mascherina assicurandoti che aderisca bene al volto
  • evita di toccare la mascherina mentre la indossi, se la tocchi, lavati le mani.

Quando cambiare la mascherina e come toglierla

La mascherina va cambiata quando diventa umida.

Va sostituita con una nuova e non va riutilizzata; infatti sono maschere mono-uso.

È possibile togliere la mascherina prendendola dall’elastico.

Attenzione: non bisogna toccare la parte anteriore della mascherina.

Va gettata immediatamente in un sacchetto chiuso.

Al termine della procedura bisogna lavare le mani accuratamente con acqua e sapone.

Prodotti usa e getta per igiene

Su Amazon si possono trovare molti prodotti usa e getta che probabilmente saranno obbligatori nella fase 2 di riapertura di aziende e attività commerciali.

L’acquisto online permette di ricevere i prodotti direttamente a casa o nel proprio negozio. È possibile farsi recapitare i prodotti presso un punto di ritiro, cosiddetto Amazon Locker.

Eccone alcuni esempi:

Contenuti su come sarà la riapertura e quali DPI contro il coronavirus?

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