Riflessioni sulla Convention ANCORS 2019 e la sicurezza

È per questo valore immenso che noi lavoriamo. Perché amiamo la vita, non solo la nostra, ma anche la vostra

Conventio ANCORS 2019

di Sabrina Paola Piancone


Si è svolta a Roma il 11 e 12 aprile, la VII Conventiona Nazionale dell’ANCORS, dove sono stati molti gli interventi e dove la sicurezza è stata sempre al centro.

Faccio parte di questa associazione dal 2014 e posso dire che si è cresciuti insieme, un gruppo di persone che hanno lo stesso obbiettivo, che si mettono in gioco, si impegnano per perseguirlo, ma devo dire il presidente Luigi Ferrara, riesce davvero a rappresentare tutti noi.

Molti gli argomenti trattati, ma il concetto che è emerso forte è “Sicurezza, forma di vita”. E la vita è un bene troppo prezioso.

Il punto di forza di ANCORS è la capacità di fare rete.

Come sostiene Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni, amico affezionate dell’associazione, fare rete, in modo dinamico, fluido, con professionalità e conoscenza, crea un sistema aperto, un meccanismo che funziona.

Imparare ad apprendere costantemente ci permette di essere al passo con i tempi in modo aperto e soprattutto in modo competente. Sono le competenze che funzionano.

Secondo Deiana, dentro di noi c’è il DNA di una grande rete inclusiva come Confassociazioni.

Siamo in un mondo nuovo e in evoluzione rapidissima che, proprio per questo, dischiude opportunità importantui che devono essere colte.

Secondo Angelo Deiana, oggi vige il concetto delle quattro S

  1. Diritto o istinto di sopravvivenza-SALUTE
  2. Istinto di sopravvivenza della specie– SESSO
  3. Istinto di intermediazione, bisogni- SOLDI
  4. In modo trasversale alle tre precedenti S, la SICUREZZA

Sicurezza nel fare ed essere in tutti i nostri diritti, tutte le nostre attività sono intermediate da soldi, ma di fatti nessuno ci ha mai insegnato.

La cultura individuale deve venire prima di quella collettiva. Non solo prevenire migliora la vita, ma la capacità di apprendere fa la differenza. È necessario che si intervenga sul processo di apprendimento, diverso e funzionale, e gestire la sicurezza a partire dalle scuole.

Del convegno porto con me la considerazione che “La cosa più giusta da fare sarò andare avanti, partita dopo partita, cosa semplice dopo cosa semplice, cosa semplice dopo cosa semplice, senza arrendersi”.

Non è nostra intenzione arrenderci, tanto è vero che ANCORS non si ferma a festeggiare a crogiolarsi sulle proprie vittorie, ma guarda già oltre, verso un continuo miglioramento.

L’ultimo libro di Angelo Deiana, “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici”, ci da un punto di partenza importante e, come ha riportato la direttrice didattica di ANCORS, Paola Amirante: “Noi siamo una piccola goccia nell’oceano, ma se noi manchiamo, mancherà questa goccia nell’oceano (da Madre Teresa di Calcutta)”.

Le cose semplici ci rendono felici.

Queste frasi ci danno l’idea della vitalità, volontà, necessità di migliorare oggi, non domani, ma oggi, il modo di lavorare per la sicurezza, che non è solo quella legata ai luoghi di lavoro, ma è sicurezza in tutti gli ambiti della vita.

Un decennio fa, tutti fumavano nei locali, poi è entrata in vigore la legge che vietava il fumo per ragioni di salute pubblica. Ad oggi la legge è stata recepita perfettamente: quando entriamo nei locali pubblici non scompariamo più nella nebbia, ma finalmente possiamo respirare!

Come mai la cultura della sicurezza non ha ricevuto lo stesso recepimento?

È necessario avere un approccio differente, cambiare il modo di fare sicurezza, ed è proprio questo quello a cui mira l’ANCORS.

Si stiamo per aprire un altro orizzonte, anche se non proprio semplicissimo: nel formare non si risparmia ma si investe (cit. Angelo Deiana).

Umberto Veronesi, ha detto: “Io auspico una società in cui tutti i giovani siano laureati. Non importa poi che lavoro si faccia: la laurea non deve essere un ruolo, un titolo professionale, ma culturale”.

Si, la cultura è fondamentale, la cultura della vita sopra ogni cosa, la cultura di ciò che possiamo realizzare per noi e per gli altri, nel tempo di permanenza su questa terra.

La vita non mai stata facile con me, la mia famiglia, una famiglia come tante, non di grande cultura, ma di grandi valori ed onestà, che mi ha insegnato l’amore per la vita, anche quando questa p dura con noi, l’amore per la cultura viene da noi, da ciò che vogliamo per noi e per ciò che ci circonda, vivere che dono ci hanno fatto. Capite potersi alzare la mattina, ed avviarsi verso nuove cose da fare e realizzare, ma nel fare questo nell’andare a lavoro non dobbiamo mai abbassare la guardia verso i rischi che ci circondano, dobbiamo difendere il bene più prezioso che abbiamo: la nostra vita.

È per questo valore immenso che noi lavoriamo. Ci chiederete perché. Perché amiamo la vita, non solo la nostra, ma anche la vostra.P

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