Il disastro di Notre Dame e la prevenzione antincendio nelle chiese

Notre Dame era ben protetta? E i nostri monumenti, le nostre chiese, i nostri musei, sono ben protetti? E noi che li frequentiamo, ne usciremmo incolumi per il fato o per il volere umano?

notre dame bruciata incendio

La cattedrale di Notre Dame resterà chiusa per anni agli occhi dei visitatori e dei fedeli, come ormai è noto a tutti. Nessuno sa davvero quanto tempo sarà necessario per la sua ricostruzione, né come questa avverrà.

Inizialmente, come troppo spesso negli ultimi anni, si era dato credito all’ipotesi terroristica, proprio lì, in Francia, già destinataria di attacchi terroristici.

La domanda da porci invece credo sia: un monumento di quest’importanza ha ricevuto nel tempo una manutenzione all’altezza? E poi ancora: i nostri monumenti, le nostre chiese, i nostri musei, sono anche loro ben protetti? E noi che li frequentiamo, ne usciremmo incolumi per il fato o per il volere umano?

La Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta per “distruzione involontaria” e al di là dell’emozione del momento ci vorrà del tempo per conoscere nel dettaglio la dinamica del disastro e il punto esatto da cui si sono sprigionate le fiamme.

Secondo i Vigili del fuoco – per i quali molti francesi hanno giustamente chiesto la Legion d’onore, la più alta onorificenza della Republique – il fuoco è divampato dalla colossale impalcatura costruita tra luglio e novembre dello scorso anno per i lavori di restauro.

Il cantiere dei restauri aveva un sistema antincendio efficace?

Noi Tecnici, noi Addetti ai Lavori, noi che giornalmente ci districhiamo nella selva burocratica, abbiamo bisogno di capirci di più, perché non si può liquidare tutto con la “disgrazia accidentale”, magari tirando un sospiro di sollievo perché non si è trattato di terrorismo.

Regolamento di prevenzione incendi: D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151

Codice di Prevenzione incendi: D.M. 3 agosto 2015

Prevenzione incendi attività 65 – locali di pubblico spettacolo: DM 19/8/1996″Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo”

Prevenzione incendi attività 67 – scuole: DM 26/8/1992 “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica”

Prevenzione incendi attività 72 – edifici storici: DM Beni Culturali e Ambientali n. 569 del 20/05/1992 “Norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre”; DPR 30/6/1995 n. 418 “Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi”; Lettera circolare DCPREV prot. n. 3181 del 15/3/2016 “Linea guida per la valutazione, in deroga, dei progetti di edifici sottoposti a tutela ai sensi del D.lgs. 22/1/2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere attività dell’allegato 1 al D.P.R. 1 agosto 2011”

Eccola la selva burocratica, ma si potrebbe benissimo continuare, difatti il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco raggruppa ben 70 punti contenenti tutte le Norme di Prevenzione Incendi.

Beh, forse abbiamo tanto da migliorare sotto questo punto di vista. Le Chiese, ad esempio, aldilà del proprio credo, uniscono tantissime persone.

Potremmo cominciare con il chiederci:

  • Hanno materiale combustibile all’interno? SI
  • Hanno un impianto elettrico all’interno? SI
  • Si fa uso di fiamme libere? SI

Ecco, già queste a mio avviso rappresentano risposte-sentinella che devono allertarci e far applicare quello che applichiamo in ambienti di lavoro ordinari: installazione di presidi antincendio, planimetrie di orientamento… e se qualcuno non deambula bene? Pensiamo ai disabili, agli anziani, chi penserà a loro?

Ed ecco che sbuca alla luce la lacuna burocratica.

Fabio Dattilo, Capo del Corpo Nazionale VV.F., ha dichiarato: “Si può fare prevenzione, si deve fare prevenzione. In Italia le chiese non sono attività soggette ai normali controlli per la prevenzione degli incendi che riguardano invece gli edifici civili, ma non per questo chi ne è responsabile può omettere di realizzare un’adeguata opera di prevenzione. Allo stato attuale le tecniche moderne e gli strumenti tecnologici ci consentono di raggiungere questi risultati

Tutto ciò ci deve far riflettere, e smuovere le coscienze, perché ognuno di noi può essere artefice del nostro destino. Purtroppo ancora oggi le statistiche su infortuni gravi/mortali sono alte, ma pensiamo anche a tutte le notizie positive che non sentiamo per il nostro ben operato.

Dr Gabriele Pergolizzi

Responsabile formativo ANCORS sede territoriale Messina 5

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