Infortuni al femminile: colf e badanti le più a rischio

L’Inail ha pubblicato un'analisi degli infortuni fra le donne lavoratrici, in occasione della ricorrenza internazionale dell’8 marzo

L’Inail ha pubblicato un’analisi del fenomeno infortunistico e tecnopatico con focus sulle donne lavoratrici, in occasione della ricorrenza internazionale dell’8 marzo.

Il dato più sconcertante è l’incidenza degli infortuni in itinere sui casi mortali: nel 2017 tra le donne più di un decesso su due è avvenuto in itinere.

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I primi dati del 2018

Per quanto riguarda le denunce di infortunio sul lavoro presentate nel corso del 2018, dai dati, ancora provvisori, pubblicati nella sezione Open data del portale dell’Inail, emerge un aumento complessivo dello 0,9% rispetto al 2017, da 635.433 a 641.261 (i dati sono rilevati al 31 dicembre di ciascun anno per omogeneità di confronto).

Ma se per i lavoratori c’è stato un aumento più consistente (+1,4%), l’incremento per le lavoratrici è stato molto leggero (+0,1%).

Le denunce con esito mortale, invece, sono state nel complesso 104 in più (+10,1%), dalle 1.029 del 2017 alle 1.133 del 2018, e anche in questo caso il primato è degli uomini (da 927 a 1.029 denunce) a fronte del dato femminile che passa da 102 a 104.

Le donne più a rischio: colf e badanti

Le lavoratrici più a rischio sono quelle del settore dei servizi domestici e familiari (colf e badanti), con un’incidenza di infortuni dell’89% sul totale delle denunce del settore, seguito da sanità e assistenza sociale (73,8%) e dal confezionamento di articoli di abbigliamento (69,1%), mentre nei settori più rischiosi dell’industria si scende fino al 2,8% rilevato nelle costruzioni.

Per quanto riguarda le fasce di età, la più colpita è quella tra i 50 e i 54 anni, con 33.068 casi (+0,3% rispetto al 2016) e rappresenta il 14,3% di tutti gli infortuni al femminile.PLa prima causa di infortunio per le donne è la caduta (30,5% sul totale dei casi codificati), mentre per gli uomini è la seconda (21%), seguita dai movimenti del corpo senza sforzo fisico (21,4%), che, invece, è la terza causa di infortunio per i lavoratori (20,3%).

Principali cause di infortunio per le donne

La mano continua ad essere la sede più colpita, anche se per le donne ha un’incidenza inferiore rispetto agli uomini, dovuta al maggior peso assunto per le lavoratrici da caviglia, colonna vertebrale e ginocchio. Contusioni e lussazioni sono le conseguenze più rilevanti degli infortuni sia per gli uomini che per le donne.

Le patologie più diffuse

A colpire le lavoratrici e i lavoratori sono state soprattutto le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso, che insieme rappresentano il 76,2% delle denunce.

Tra le patologie del sistema osteo-muscolare, le più frequenti sono le dorsopatie e i disturbi dei tessuti molli, mentre tra le malattie del sistema nervoso, oltre il 99% è rappresentato dalla sindrome del tunnel carpale. Notevole la differenza tra uomini e donne: le malattie citate rappresentano il 71% delle denunce maschili, e ben il 90,1% di quelle femminili (oltre 14mila delle 15.851 denunce complessive). S

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