I principali dispositivi di protezione individuale nei luoghi di lavoro

Bisogna dotare i dipendenti dei dpi, i dispositivi di protezione individuale che hanno il compito di proteggere l’incolumità dei lavoratori

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La sicurezza sul posto di lavoro è un tema sempre molto delicato e, alla luce delle troppe morti bianche di questi ultimi anni, stanno notevolmente aumentando i controlli per verificare che siano adottate tutte le misure necessarie nei luoghi di lavoro.

Innanzitutto bisogna dotare i dipendenti dei giusti dpi, cioè i dispositivi di protezione individuale che hanno appunto il compito di proteggere l’incolumità dei lavoratori e minimizzare i rischi. In ogni ambito lavorativo possono essere richiesti determinati dpi, tenendo conto dei rischi e dei pericoli che possono variare a seconda dei luoghi di lavoro.

Nei seguenti paragrafi analizziamo proprio quali sono i principali dpi utilizzati per innalzare gli standard di sicurezza, a chi spetta il compito di fornirli e quali altri strumenti e azioni sono necessari per garantire ai lavoratori il giusto livello di protezione individuale.

Quali sono i principali dpi nel mondo lavorativo?

I dpi si suddividono in tre categorie, selezionate in base ai livelli di rischio corso dal lavoratore.

I dpi di prima categoria comprendono dispositivi finalizzati a proteggere i lavoratori da rischi come:

  • effetto lesivo dei raggi solari;
  • urti e vibrazioni lievi ma comunque pericolosi;
  • fenomeni atmosferici;
  • contatto o urti con corpi caldi fino a 50°;
  • lesioni da prodotti per la pulizia;
  • lesioni meccaniche superficiali.

I dpi di terza categoria comprendono invece tutti quei dispositivi finalizzati a prevenire incidenti molto gravi, che possono causare lesioni permanenti o addirittura il decesso. Nello specifico proteggono da:

  • radiazioni ionizzanti;
  • agenti biologici nocivi;
  • atmosfere carenti di ossigeno;
  • sostanze pericolose per la salute;
  • ambienti a temperature molto alte o molto basse;
  • cadute dall’alto;
  • scosse elettriche;
  • annegamento;
  • tagli da seghe;
  • getti ad alta pressione;
  • ferite da proiettile o da coltello;
  • rumori nocivi.

La seconda categoria infine comprende dispositivi che possono rientrare tanto nella prima quanto nella terza categoria. Tra questi rientrano ad esempio:

  • caschi di protezione contro i rischi meccanici;
  • guanti di protezione contro i rischi meccanici;
  • indumenti catarifrangenti per segnalare la presenza di lavoratori in luoghi bui o con scarsa visibilità, come ad esempio le autostrade di notte.

Ovviamente tutti i dispositivi di protezione individuale devono essere conformi alla normativa europea, che a sua volta si ottiene dopo un’attenta valutazione che si svolge a seconda della categoria di dpi.

Chi deve fornire i dpi ai dipendenti?

Secondo quanto stabilito dalla normativa spetta al datore di lavoro fornire tutto l’equipaggiamento necessario al lavoratore per permettergli di svolgere il suo lavoro nella massima sicurezza, prevenire qualsiasi rischio e minimizzare le conseguenze di incidenti.

In base alla valutazione dei rischi in un determinato ambito lavorativo e alla tipologia di lavoro svolto, il datore deve anche scegliere qual è il dpi più indicato e in quali condizioni deve essere utilizzato.

Inoltre deve anche occuparsi delle manutenzioni, delle riparazioni e delle sostituzioni dei dpi che nel corso del tempo possono usurarsi, deteriorarsi o rompersi e risultando quindi meno performanti, senza garantire al lavoratore il giusto livello di protezione.

Quali sono gli altri strumenti per tutelare la salute e l’incolumità del lavoratore?

È importante non solo avere i giusti dispositivi di protezione in base al lavoro svolto per tutelarsi e proteggersi adeguatamente da rischi e incidenti, ma è necessario anche usarli bene.

Per questo motivo il datore di lavoro deve anche destinare ogni dpi ad uso personale, fornire istruzioni comprensibili per i lavoratori, comunicare da quali rischi protegge e formare e addestrare adeguatamente sul loro utilizzo.

Per questo motivo i dipendenti devono tenere corsi di formazione e aggiornamento periodici, sempre a spese del datore di lavoro, per informarli eventualmente sulle nuove normative introdotte in ambito di sicurezza personale sul lavoro e sul corretto utilizzo dei dpi.

Un altro tema molto importante, sempre nell’ottica del corretto uso dei dpi, è la segnaletica di sicurezza per le aziende. All’interno di un’azienda, un ufficio, un magazzino, un capannone o qualsiasi altro luogo di lavoro possono essere presenti cartelli che indicano quali sono le azioni da adottare e quelle invece da evitare per consentire a tutti i dipendenti di svolgere il lavoro nella più totale sicurezza.

Si va dai più diffusi divieti come quelli di accesso o di fumo, fino a cartelli più specifici che possono anche essere personalizzati in base alle proprie esigenze e ai rischi che chiaramente sono diversi a seconda delle aziende, ma anche in base ai diversi ambienti nel medesimo posto di lavoro.

La segnaletica di sicurezza deve essere ben visibile, chiara e non essere soggetta ad interpretazioni sbagliate, altrimenti c’è il rischio che la stessa indicazione venga fraintesa. Le norme e le istruzioni devono essere scritte in italiano ma anche in lingua straniera, soprattutto se sul luogo di lavoro transitano persone straniere.

Bisogna scegliere con attenzione anche i materiali dei cartelli, che naturalmente non devono rappresentare un pericolo ma anzi devono inserirsi armonicamente nell’ambiente lavorativo senza creare intralci o ingombri e fornendo direttive chiare e trasparenti a tutti gli addetti ai lavori.

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