“Novel food”: cibi innovativi e nuovi alimenti

La nuova normativa è destinata a favorire l’apertura delle aziende agroalimentari del nostro territorio verso la commercializzazione e immissione in commercio di nuovi prodotti

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A cura di Gianni Maragna – www.studioagm.eu


Attualmente esiste una forte spinta innovativa nell’evoluzione produttiva e di trasformazione alimentare, che sta interessando in maniera preponderante l’ambito della produzione di nuovi alimenti. La nuova normativa è destinata a favorire l’apertura delle aziende agroalimentari del nostro territorio verso la commercializzazione e immissione in commercio di nuovi prodotti.

I novel food, letteralmente “cibi nuovi”, sono alimenti che non appartengono alle tradizioni alimentari dei Paesi dell’Unione Europa, o, più precisamente, cibi che non venivano consumati abitualmente, in piena sicurezza, prima del 15 maggio 1997, data di entrata in vigore del Regolamento (CE) 1997/258, oggi sostituito dal nuovo Regolamento (UE) 2015/2283.

Il Regolamento UE 2015/2283 riporta la definizione di nuovo alimento o novel food, come qualunque alimento non utilizzato in misura significativa per il consumo umano nell’Unione prima del 15 maggio 1997, a prescindere dalla data di adesione all’Unione degli Stati membri.

Il regolamento UE 2015/2283, entrato in vigore dal 1°gennaio 2018, ha abrogato il precedente regolamento CE 258/97. I regolamenti citati definivano e definiscono le modalità di autorizzazione dei nuovi alimenti prima dell’immissione sul mercato. La maggiore novità apportata dall’aggiornamento è la nuova procedura di autorizzazione centralizzata da presentare direttamente alla Commissione Europea, e non più ai singoli stati membri.

Ogni autorizzazione deve essere preparata in conformità al Regolamento UE 2015/2283, CAPO III, sezione I, art. 10 e alle Linee Guida dell’EFSA, che definiscono le informazioni necessarie della richiesta.

Ogni domanda di autorizzazione deve includere: la composizione dell’alimento, comprese le caratteristiche nutrizionali, una valutazione degli aspetti tossicologici e allergenici, informazioni sul processo di produzione, gli eventuali impieghi ai quali l’alimento è destinato, nonché i livelli di utilizzo.

Il regolamento si applica anche agli alimenti privi di consumo in UE ma già in commercio al di fuori dell’UE.

Qualora, però, un alimento derivato dalla produzione primaria abbia fatto registrare una storia sicura e comprovata di consumo in un paese extra UE, il nuovo regolamento prevede una procedura agevolata per l’immissione sul mercato dell’Unione di “alimenti tradizionali da Paesi terzi”. La richiesta, anche in questo caso redatta secondo le linee guida specifiche dell’EFSA, va presentata alla Commissione corredata dei dati sulla sicurezza d’uso nel paese di provenienza. 

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