La sicurezza sul lavoro continua a rappresentare una delle principali emergenze del Paese. Nei primi nove mesi del 2026 sono state presentate all’INAIL 589 denunce di infortunio con esito mortale avvenuto in occasione di lavoro, contro le 570 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente. Un incremento di 19 casi, pari al 3,3%, che riporta al centro dell’attenzione le condizioni di sicurezza nelle aziende e l’efficacia delle misure di prevenzione.
I dati, aggiornati al 30 settembre e diffusi il 3 novembre 2026, mostrano una situazione preoccupante anche in Campania, dove le denunce mortali risultano aumentate di cinque unità rispetto ai primi nove mesi del 2025.
Le statistiche riguardano gli infortuni verificatisi durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, senza comprendere gli incidenti nel tragitto tra casa e lavoro, analizzati separatamente dall’Istituto. Si tratta inoltre di dati provvisori, destinati a essere aggiornati in seguito alla conclusione delle procedure amministrative e sanitarie relative alle singole denunce.
Morti sul lavoro nel 2026: i dati INAIL aggiornati a settembre
Il confronto tra i primi nove mesi del 2025 e quelli del 2026 evidenzia una crescita delle denunce di infortunio mortale presentate all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Dai 570 casi denunciati nel periodo gennaio-settembre 2025 si è passati ai 589 dello stesso intervallo temporale del 2026.
Anche il rapporto tra denunce mortali e numero degli occupati registra un peggioramento. Secondo l’INAIL, l’incidenza è salita da 2,36 a 2,42 denunce con esito mortale ogni 100mila occupati, con un incremento del 2,5%.
Il dato conferma che l’aumento non può essere letto esclusivamente come conseguenza delle variazioni del numero delle persone occupate.
Un altro elemento riguarda settembre. Alla fine di agosto le denunce mortali in occasione di lavoro erano 498, mentre alla fine del mese successivo risultavano 589. La differenza è di 91 segnalazioni, un numero che rende evidente la gravità del fenomeno.
Occorre tuttavia precisare che le 91 denunce aggiuntive non corrispondono necessariamente ad altrettanti incidenti avvenuti nel solo mese di settembre, poiché il periodo di presentazione della denuncia può essere diverso da quello in cui si è verificato l’evento.
Edilizia e trasporti tra i settori con più infortuni mortali
L’analisi dei comparti produttivi mette in evidenza alcune delle attività nelle quali le denunce di infortunio mortale risultano particolarmente numerose.
Le costruzioni continuano a rappresentare uno degli ambiti più esposti. Nei primi nove mesi del 2026 le denunce mortali nel settore sono state 101, contro le 99 dello stesso periodo del 2025.
Più consistente l’aumento nel trasporto e magazzinaggio, dove i casi sono passati da 71 a 80. In crescita anche i servizi di supporto alle imprese, da 26 a 33 denunce.
Incrementi vengono registrati inoltre nella sanità e assistenza sociale, con 14 denunce mortali rispetto alle 11 dell’anno precedente, e nelle attività di alloggio e ristorazione, passate da 14 a 16.
Nel settore manifatturiero, invece, si osserva una riduzione da 83 a 73 denunce, mentre nel commercio il numero scende da 54 a 42.
Queste differenze mostrano come il rischio professionale possa assumere caratteristiche diverse a seconda delle lavorazioni, dell’organizzazione aziendale e dell’ambiente in cui vengono svolte le attività.
Nei cantieri, ad esempio, la prevenzione deve tenere conto dei lavori in quota, dell’utilizzo di macchinari e della presenza contemporanea di più imprese. Nella logistica assumono particolare importanza la gestione della movimentazione delle merci, la separazione tra percorsi pedonali e mezzi operativi e l’organizzazione delle attività.
Campania, aumentano le denunce di infortunio mortale
Anche la Campania figura tra le regioni che registrano un incremento delle denunce di infortunio mortale nei primi nove mesi del 2026.
Secondo i dati INAIL, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono stati segnalati cinque casi in più.
La regione presenta dunque un andamento differente rispetto al dato complessivo del Mezzogiorno, dove le denunce mortali in occasione di lavoro risultano diminuite da 139 a 135.
Già i dati relativi ai primi otto mesi dell’anno avevano evidenziato un aumento degli infortuni denunciati in occasione di lavoro in Campania, pari al 7,2% rispetto al corrispondente periodo del 2025.
Il quadro richiede particolare attenzione per il tessuto produttivo regionale, caratterizzato dalla presenza di numerose piccole e medie imprese e da attività appartenenti a settori molto diversi, dall’edilizia all’agricoltura, fino alla logistica e ai servizi.
Per valutare correttamente l’andamento regionale sarà comunque necessario esaminare anche i dati consolidati, il numero degli occupati e la distribuzione degli incidenti tra i singoli comparti produttivi.
La situazione nelle altre regioni italiane
L’aumento delle denunce mortali non interessa in maniera uniforme il territorio nazionale.
Nel Nord-Ovest i casi passano da 139 a 155, mentre nelle Isole crescono da 60 a 69. Anche il Centro registra un incremento, seppur contenuto, da 104 a 106 denunce.
Una riduzione emerge invece nel Nord-Est, dove il numero scende da 128 a 124, e nel Sud, che passa da 139 a 135.
Tra le regioni con gli aumenti più consistenti in termini assoluti figurano la Lombardia, con 12 denunce mortali in più, e la Sicilia, con un incremento di 10 casi.
Seguono Lazio e Piemonte, entrambi con sei denunce aggiuntive, la Campania con cinque e la Calabria con quattro.
Sul versante opposto, Abruzzo e Umbria registrano sei casi in meno ciascuna, mentre la Puglia presenta una diminuzione di quattro denunce.
La lettura di questi numeri deve considerare le differenze nella struttura economica e occupazionale dei territori, oltre alla natura ancora provvisoria delle rilevazioni.
Infortuni sul lavoro in aumento anche tra i lavoratori stranieri
Un ulteriore elemento emerge dalle statistiche relative ai primi otto mesi del 2026, che consentono di approfondire le caratteristiche dei lavoratori coinvolti.
Nel periodo gennaio-agosto le denunce di infortunio in occasione di lavoro sono state complessivamente 285.811, con una crescita del 5,1% rispetto alle 271.976 registrate nello stesso periodo del 2025.
L’incremento interessa sia i lavoratori sia le lavoratrici. Tra queste ultime le denunce sono passate da 86.758 a 92.655, con un aumento del 6,8%, mentre per gli uomini la crescita è stata del 4,3%.
Si registra inoltre una differenza tra lavoratori italiani e stranieri: le denunce aumentano del 4,1% tra i primi e dell’8,1% tra i secondi.
Anche l’analisi per fasce d’età presenta elementi significativi. La crescita maggiore interessa i lavoratori tra i 60 e i 69 anni, con un incremento del 10,7%, seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni, per i quali l’aumento raggiunge il 7,2%.
Questi dati suggeriscono la necessità di approfondire il rapporto tra età, mansioni svolte, esperienza professionale e condizioni di rischio, senza attribuire automaticamente gli incrementi a singole cause non dimostrate dalle statistiche.
Malattie professionali, cresce anche il numero delle denunce
La questione della sicurezza non riguarda esclusivamente gli incidenti improvvisi, ma comprende anche le conseguenze dell’esposizione prolungata ai rischi presenti negli ambienti lavorativi.
Nei primi otto mesi del 2026 le denunce di malattia professionale presentate all’INAIL sono state 74.542, con un incremento del 16,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le patologie più frequentemente denunciate riguardano il sistema osteomuscolare e il tessuto connettivo, il sistema nervoso e l’orecchio. Seguono le malattie tumorali e quelle dell’apparato respiratorio.
Il fenomeno richiama l’importanza di una prevenzione capace di considerare non soltanto il rischio immediato di incidente, ma anche i possibili effetti sulla salute derivanti dall’esposizione ripetuta ad agenti fisici, chimici e biologici o da condizioni ergonomiche sfavorevoli.
Anche in questo caso, l’aumento delle denunce non equivale necessariamente a un identico incremento delle patologie professionali effettivamente riconosciute.
Sicurezza sul lavoro: gli obblighi delle imprese e il ruolo della prevenzione
I nuovi dati INAIL riaccendono l’attenzione sugli strumenti previsti per tutelare la salute dei lavoratori.
Il riferimento normativo principale rimane il decreto legislativo 81 del 2008, che disciplina gli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Tra gli adempimenti fondamentali rientrano la valutazione dei rischi, l’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi, l’informazione e la formazione dei lavoratori e l’adozione delle misure di prevenzione e protezione necessarie.
A questi si aggiungono la corretta gestione delle attrezzature, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale quando previsti e la sorveglianza sanitaria nei casi stabiliti dalla normativa.
Particolare attenzione deve essere riservata all’organizzazione delle lavorazioni e alla verifica dell’effettiva applicazione delle procedure di sicurezza.
La presenza di documentazione formalmente corretta, infatti, non garantisce da sola l’eliminazione dei rischi. Le misure individuate devono essere concretamente attuate, controllate e aggiornate in relazione alle condizioni di lavoro.
Formazione, controlli e organizzazione: le priorità per ridurre gli incidenti
L’andamento delle denunce rappresenta un elemento utile per individuare le aree nelle quali rafforzare le attività di prevenzione.
Nei settori caratterizzati dalla presenza di macchinari, mezzi di movimentazione, lavori in quota o lavorazioni complesse, la formazione deve essere accompagnata da procedure operative adeguate e da una vigilanza effettiva sul loro rispetto.
Allo stesso modo, l’organizzazione dei turni, la manutenzione delle attrezzature e il coordinamento tra aziende che operano nello stesso ambiente possono contribuire alla gestione dei rischi.
Per le piccole e medie imprese, inoltre, assume particolare importanza il supporto delle figure professionali incaricate della sicurezza, dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione al medico competente, quando previsto, fino ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
L’obiettivo non è soltanto evitare sanzioni o rispettare adempimenti amministrativi, ma costruire un sistema di prevenzione realmente integrato nelle attività quotidiane.
Morti sul lavoro, perché i dati del 2026 richiedono attenzione
Le 589 denunce di infortunio mortale registrate nei primi nove mesi del 2026 rappresentano un segnale che non può essere trascurato.
Il dato non costituisce ancora il bilancio definitivo dell’anno. L’INAIL precisa infatti che le statistiche mensili sono provvisorie e che soltanto il completamento degli accertamenti permetterà di definire con maggiore precisione il numero degli eventi riconosciuti.
Rimane tuttavia evidente la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza, soprattutto nei settori nei quali gli incidenti possono determinare conseguenze particolarmente gravi.
Per imprese, lavoratori e istituzioni la priorità resta quella di intervenire prima che si verifichino gli incidenti, attraverso una valutazione accurata dei rischi, investimenti nella prevenzione e controlli sull’effettiva applicazione delle misure previste.
La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un semplice obbligo burocratico. È una componente essenziale dell’organizzazione aziendale e una condizione indispensabile per tutelare la vita e la salute delle persone.