Oggi è la Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro

Oggi è il "World Day for Safety and Health at Work" ossia la Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro 2019 e quest'anno si associa al Centanario della fondazione della OIL - Organizzazione Internazionale del Lavoro

World Day for Safety and Health at Work -Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro 2019

Oggi è il “World Day for Safety and Health at Work” ossia la Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro 2019 e quest’anno si associa al Centanario della fondazione della OIL – Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Il rapporto ILO sulla SSL

In occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro del 28 aprile, un nuovo rapporto ripercorre i 100 anni di storia dell’OIL – Organizzazione Internazionale del Lavoro e analizza alcune delle sfide e opportunità emergenti in tema di miglioramento degli ambienti di lavoro.

Nuove sfide della Salute e sicurezza sul lavoro

Il rapporto dell’OIL analizza le nuove sfide sulla salute e sicurezza sul lavoro che emergono dai cambiamenti che scaturiscono dai cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, demografia, tecnologia e ambiente.

Le sfide comprendono i rischi psicosociali, lo stress legato al lavoro e le malattie non trasmissibili, in particolare quelle circolatorie e respiratorie e i tumori.

Il rapporto Safety and Health at the heart of the Future of Work: Building on 100 years of experience  («Salute e sicurezza al centro del futuro del lavoro: costruire su 100 anni di esperienza») esamina i 100 anni di lavoro dell’OIL sulle questioni relative alla salute e sicurezza sul lavoro e mette in evidenza problematiche emergenti.

I dati del rapporto ILO

Oltre 374 milioni di persone sono vittime di incidenti sul lavoro o si ammalano per cause legate al lavoro.

Il rapporto stima che i giorni di lavoro persi per cause legate alla salute e sicurezza sul lavoro rappresentino quasi il 4 per cento (il 6 per cento in alcuni paesi) del prodotto interno lordo globale.

La maggior parte degli attuali decessi correlati al lavoro — 86 per cento — sono relativi a malattie. Circa 6.500 persone muoiono ogni giorno a causa di malattie professionali e 1.000 a causa di incidenti mortali sul lavoro.

Le principali cause di mortalità sono le malattie circolatorie (31 per cento), i tumori legati al lavoro (26 per cento) e le malattie respiratorie (17 per cento).

Nuove sfide di prevenzione

«Oltre alla prevenzione più efficace per i rischi da tempo conosciuti, stiamo assistendo a profondi cambiamenti nei nostri luoghi di lavoro e nei modi di lavorare. Abbiamo bisogno di strutture per la sicurezza e la salute che riflettano questi cambiamenti, insieme a una cultura generale della prevenzione che crei una responsabilità condivisa», ha affermato Manal Azzi, specialista OIL in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

“Oltre ai costi economici, dobbiamo riconoscere l’incommensurabile sofferenza umana dovuta malattie e incidenti. Questi sono ancora più tragici perché sono in gran parte prevedibili”Manal Azzi, specialista OIL sulla salute e sicurezza sul lavoroGuardando al futuro, il rapporto evidenzia quattro principali forze trasformative che guidano i cambiamenti. Esso sottolinea che tutte offrono anche delle opportunità di miglioramento.

  • Innanzitutto, la tecnologia — come la digitalizzazione, la robotica e la nanotecnologia — può anche influire sulla salute psicosociale e introdurre nuovi materiali con rischi per la salute non ancora misurati. Applicato correttamente può anche aiutare a ridurre le esposizioni pericolose, facilitare la formazione e le ispezioni sul lavoro.
  • I cambiamenti demografici sono importanti perché i giovani lavoratori hanno tassi di infortunio sul lavoro significativamente elevati, mentre i lavoratori più anziani hanno bisogno di pratiche e attrezzature adattive per lavorare in sicurezza. Le donne — che stanno entrando nella forza lavoro in numero crescente — hanno maggiori probabilità di avere disposizioni di lavoro non standard e hanno un rischio più elevato di disturbi muscoloscheletrici.
  • In terzo luogo, lo sviluppo e il cambiamento climatico comportano rischi quali l’inquinamento atmosferico, lo stress da calore, le malattie emergenti, i cambiamenti climatici e i modelli di temperatura che possono portare a perdite di posti di lavoro. Allo stesso modo, saranno creati nuovi posti di lavoro attraverso lo sviluppo sostenibile e l’economia verde.
  • Infine, i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro possono portare flessibilità che consente a più persone di entrare nella forza lavoro, ma può anche portare a problemi psicosociali (ad esempio, insicurezza, privacy compromessa e tempo di riposo o inadeguata SSL e protezione sociale) e lavoro eccessivo ore. Circa il 36 per cento della forza lavoro mondiale lavora attualmente in orari eccessivi (più di 48 ore settimanali).

La risposta dell’ILO per una nuova prevenzione

Alla luce di queste sfide, lo studio propone sei aree sulle quali i responsabili delle politiche e le altre parti interessate dovrebbero concentrarsi. Queste includono più investimenti su come anticipare i rischi nuovi ed emergenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, adottando un approccio più multidisciplinare e costruendo legami più stretti con il lavoro in material di sanità pubblica.

È inoltre necessaria una migliore comprensione da parte del pubblico delle questioni relative alla salute e sicurezza sul lavoro.

Infine, le norme internazionali del lavoro e la legislazione nazionale devono essere rafforzate, cosa che richiederà una maggiore collaborazione tra governi, datori di lavoro e sindacati.

«Oltre al costo economico, dobbiamo riconoscere l’incommensurabile sofferenza umana che deriva da malattie e incidenti. Questi sono ancora più tragici perché sono in gran parte prevenibili», ha detto Azzi. «Si dovrebbe anche prendere seriamente in considerazione la raccomandazione della Commissione  Mondiale dell’OIL sul Futuro del Lavoro, che chiede che la sicurezza e la salute sul lavoro siano riconosciute come diritto e principio fondamentale sul lavoro».

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