Cosa sono gli additivi alimentari, fanno male? Ecco come riconoscerli

Gli additivi alimentari sono aggiunti a praticamente tutto quello che compriamo al supermercato: servono a conservare gli alimenti e a mantenerli commestibili, morbidi e saporiti

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Gli additivi alimentari sono aggiunti a praticamente tutto quello che noi compriamo dagli scaffali del supermercato: servono, in parole povere, a conservare gli alimenti e a mantenerli commestibili, a colorarli, renderli morbidi, saporiti e gustosi.

Gli additivi alimentari sono pericolosi?

Gli additivi sono sostanze che si aggiungono agli alimenti allo scopo di conservarne nel tempo le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche.

Gli additivi alimentari, in quanto sostanze aggiunte ai cibi, non dovrebbero, in base alle evidenze scientifiche a disposizione, essere di pericolo per la salute umana.

La nascita degli additivi alimentari

La nascita degli additivi alimentari in realtà è da attribuire ad epoche ben lontane, quando si ricorreva all’aggiunta di sostanze naturali per ottenere una preservazione maggiore degli alimenti.

Ci si serviva della salagione per prolungare la conservabilità delle carni; si aggiungeva il succo di limone a frutta e verdura per impedirne l’imbrunimento; si impiegava aceto nelle conserve per evitare la proliferazione di microbi, e così via.

Se ai primordi, quindi, l’utilizzo intenzionale di determinate sostanze proveniva solo ed esclusivamente dall’esperienza e dalla tradizione, al giorno d’oggi, l’introduzione di sostanze addizionali proviene da lunghi studi e apposite analisi in costante aggiornamento.

Additivi: qual è la giusta quantità?

Le quantità di additivi aggiunte ai cibi sono controllate con grande rigore perchè non superino certi massimali, oltre i quali diventano pericolosi per l’organismo: anche nelle quantità minime però hanno degli effetti su di noi.

Purtroppo però questo principio non tiene conto dell’effetto sommatoria (cioè l’introduzione di quello specifico additivo attraverso diversi tipi di alimenti che lo contengono), del fatto che alcune persone esagerano nel consumare alcuni alimenti e che i bambini hanno un peso nettamente inferiore rispetto ad un adulto quindi per loro le dosi di additivi contenute negli alimenti potrebbero essere eccessive.

Additivi alimentari nelle etichette

Gli additivi sono sempre ben evidenziati poiché la legge impone la loro indicazione nelle etichette.

La denominazione degli additivi alimentari

In Europa gli additivi vengono indicati con la categoria di appartenenza (conservante, colorante, antiossidante, ecc.) seguita dalla sigla E (che significa Europa) e da un numero (es. Antiossidante E 300) oppure con la denominazione chimica (es. l’E 300 può essere indicato come acido L-Ascorbico).

Nelle etichette dei prodotti alimentari gli ingredienti sono sempre indicati in ordine decrescente di quantità.

Gli effetti degli additivi sulla salute

Secondo l’ultima ricerca condotta dalla Georgia State University (fonte Focus.it) e pubblicata su Scientific Reports, gli additivi avrebbero degli effetti collaterali sul nostro intestino e di riflesso sul nostro cervello.

È noto infatti, anche se non del tutto chiarito, il rapporto fra le funzioni intestinali e quelle nervose, tanto che a volte l’intestino è stato definito un secondo cervello.

La ricerca si è concentrata su due emulsionanti molto comuni, il polisorbato 80 e la carbossimetilcellulosa: studiando la reazione dei topi gli accademici si sono resi conto che la loro somministrazione ha come effetto disturbi d’ansia e problemi di interazione sociale.

Gli additivi, come dimostrato dalla ricerca, hanno un effetto di infiammazione cronica sul nostro intestino e questo porta a diverse conseguenze: oltre alle già note patologie come morbo di Chron e colite ulcerose, anche disturbi legati allo stato dell’umore. Nei topi maschi si è evidenziato un aumento dell’ansia, nelle femmine una riduzione delle interazioni sociali.

Riconoscere il conservanti per evitarli

Occorre cercare di seguire un’alimentazione priva di conservanti, per cui è fondamentale imparare a riconoscerli. I cibi lavorati industrialmente contengono una varietà di sostanze chimiche e additivi che vengono aggiunti per diversi motivi.

Occorre leggere attentamente l’etichetta e l’elenco ingredienti, o acquistare prodotti freschi non processati come carne , pesce e frutta o verdura.

Quali sono gli enti di controllo?

Gli organi preposti al controllo della sicurezza degli additivi alimentari sono diversi: il JECFA (Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Addictives and Contaminants), la commissione del Codex Alimentarius, il CCFA (Codex Committee on Food Addictives), l’SCF (Scientific Committee on Food) e l’EFSA (European Food Safety Authority).

Dal lavoro di questi organi nascono gli elenchi degli additivi ammessi, elenchi sottoposti a continui aggiornamenti e revisioni, sulla base di nuovi dati e segnalazioni.

Al momento l’EFSA è impegnata in un imponente lavoro di valutazione e revisione di tutti gli additivi alimentari, come specificato nel Regolamento UE n. 257/2010, lavoro che dovrebbe essere completato entro la fine del 2020.


Bibliografia e fonti


Gianni Maragna, Studio AGM

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