Igienizzazione e sanificazione degli ambienti lavorativi: cosa fare prima e dopo

La sanificazione rende un ambiente sano per la vita delle persone, ma cosa fare prima e dopo un intervento per non renderlo vano?

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A cura di Sabrina Piancone, helveticarsl.it


Sebbene spesso si faccia riferimento al concetto di pulizia come ad un concetto intuitivo, molto spesso si ricorre ai termini “pulizia” o “sanificazione” o “disinfezione” utilizzandoli come sinonimi. In realtà ciascuno di questi concetti porta significati tecnici ben precisi e dovrebbe essere utilizzato in modo corretto e consapevole.

Il termine “pulizia” indica l’insieme delle operazioni atte a eliminare lo sporco visibile, ovvero polvere, macchie, corpi estranei, rifiuti, compresi i cattivi odori. La pulizia si ottiene con idonee operazioni di lavaggio e con l’uso di detergenti e ha un valore estetico oltre che sanitario. La disinfezione è l’operazione, successiva alle operazioni di pulizia, che ha l’obiettivo di ridurre al livello minimo la carica di microrganismi, anche potenzialmente patogeni, in un ambiente confinato e si ottiene mediante l’uso di detergenti disinfettanti o di altri sistemi di disinfezione ambientale.

La “sanificazione”, invece, comprende, oltre alle operazioni di pulizia, e di disinfezione, anche tutte quelle operazioni necessarie a rendere un ambiente sano per la vita delle persone. Nelle operazioni di sanificazione rientrano anche gli interventi di disinfestazione e derattizzazione atti ad allontanare o eliminare animali infestanti e parassiti dagli ambienti, ma anche gli interventi necessari a ristabilire un microclima adeguato all’interno di tali ambienti (temperatura, ventilazione, umidità, presenza di polveri, etc…).

I vantaggi delle sanificazioni ambientali

Durante le sanificazioni ambientali ogni impresa di pulizia ricorre necessariamente alla fase del risciacquo, che è fondamentale per rimuovere i residui dei prodotti disinfettanti ed evitare la contaminazione chimica. Tuttavia alcuni prodotti sono formulati appositamente per essere utilizzati senza dover ricorrere al risciacquo. Queste operazioni in alcuni casi includono anche interventi volti all’eliminazione dei pesticidi, oppure di prodotti usati per la disinfestazione degli ambienti.

Le sanificazioni ambientali possono dunque essere eseguite mediante varie tecniche, tuttavia è importante che tale attività venga svolta in modo regolare e costante, per evitare il rischio di infezioni batteriche. Quest’ultime sono un pericolo da non sottovalutare affatto, poiché se non vengono trattate in modo specifico possono causare un’ulteriore proliferazione dei batteri, aumentando di conseguenza il pericolo di infezione.

Per questo motivo è fondamentale ricorrere a tutti i metodi di prevenzione necessari, attraverso interventi regolari di pulizia e sanificazione, in modo tale da monitorare costantemente gli ambienti e assicurarsi della loro totale igienicità.

Diversi tipi di sanificazione

Sanificazione con erogatori di aerosol a nebbia fredda

Questa tecnica trova applicazione in ambienti dove il rischio che si sviluppino patologie, anche contagiose, è estremamente alto: si pensi ad esempio alle ambulanze o ai mezzi di soccorso in genere. Anche in questo caso, la tecnica è molto semplice ed ha un elevato potere sanificante.

Attraverso l’aerosolizzatore si immette nell’aria un aerosol secco che non bagna le suppellettili e non forma patine, inducendo virus e batteri alla distruzione.

Indipendentemente dalle tecniche utilizzate per arrivare alla sanificazione di un ambiente, è importante ribadire l’importanza di un concetto: la sanificazione deve diventare un’attività consueta e routinaria. Laddove infatti non si intervenga ad intervalli regolari si corre il rischio di una infezione batterica che se non trattata adeguatamente può portare alla successiva moltiplicazione dei batteri. È importante quindi attuare tutte le misure di prevenzione con interventi di pulizia e sanificazione regolari con un monitoraggio costante per fare in modo che gli ambienti abbiano la garanzia della totale salubrità.

Sanificazione con l’ozono

Attenzione! Non c’è nessuna evidenza scientifica che l’ozono sia efficace nell’eliminazione del virus incapsulato Covid -19 , non rientra tra le metodologie e i prodotti indicati dal Ministero e alcuni paesi, come gli Stati Uniti, ne sconsigliano l’uso.

L’ozono, forma allotropica dell’ossigeno, è una sostanza conosciuta principalmente per il suo importantissimo ruolo nell’equilibrio ecologico, in quanto assorbe la maggior parte delle radiazioni ultraviolette provenienti dal sole, impedendo loro di raggiungere la superficie terrestre. È un gas instabile con un elevatissimo potere ossidante, secondo solo al fluoro che per la sua tossicità non può trovare utilizzo.

L’ozono grazie al suo potere ossidante, a seguito di saturazione dell’ambiente e dopo soli 15/20 minuti è in grado di eliminare il 99,98% dei microrganismi presenti comprese muffe, e alcuni parassiti come gli acari. Inoltre è in grado di abbattere i cattivi odori all’interno dell’ambiente.

L’ozono, essendo instabile, viene prodotto sul posto da generatori in grado di saturare gli ambienti. Attualmente questa tecnologia trova applicazione soprattutto nel settore sanitario ma sta prendendo piede anche in altri settori come quello alimentare.

Cosa fare prima del trattamento di sanificazione?

Sono necessari pochi accorgimenti affinchè il servizio venga eseguito in modo sicuro e con la massima efficacia. Si consiglia di verificare che tutte le zone interne dei locali da bonificare siano sgombre e in buono stato di pulizia.

Si consiglia di spegnere l’impianto antincendio in caso di nebulizzazione ad alta pressione del disinfettante tramite aerosol. Si consiglia di coprire quadri e parti elettriche o meccaniche particolarmente sensibili.

Cosa fare dopo l’intervento di sanificazione?

Dopo aver lasciato asciugare il prodotto virucida è sempre consigliabile accedere ai locali dopo almeno 2 ore dal trattamento facendo attenzione ad areare le aree trattate. Alcuni prodotti richiedono una pulizia successiva al trattamento per eliminare eventuali residui dall’ambiente.

Ogni quanto va ripetuto il trattamento?

Durante il periodo di emergenza legato al Covid – 19 il governo non ha dato indicazioni in merito alla frequenza dei trattamenti, che rimane a discrezione di ognuno.

Secondo la nostra esperienza le strutture sanitarie a rischio, farmacie, palestre e supermercati dovrebbero effettuare un trattamento almeno settimanalmente.

Ambienti produttivi, uffici, negozi, parrucchieri o locali con alto afflusso di persone dovrebbero effettuare trattamenti almeno una volta ogni 10-15 giorni.

Soprattutto in questo periodo la sanificazione non deve essere una attività di carattere straordinario ma una procedura di tipo ordinario in ambienti di lavoro, impianti del settore alimentare, strutture ricettive, strutture sanitarie, scuole e ospedali. In questi ambienti, infatti, non ci si può limitare a una pulizia ordinaria ma è necessario applicare opportuni interventi di disinfezione che rendano gli ambienti salubri e privi di alti rischi di contaminazione nel lungo periodo.

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