Abuso del cellulare in auto: perché rischiare la vita?

A volte sembriamo proprio un popolo di stupidi, un branco di incoscienti. Così abbiamo scoperto, da un’indagine di Istat e Aci, che il primo motivo per gli incidenti stradali è diventato l’uso frequente e scorretto, mentre si guida, di cellulari e smartphone

Questa è l’immagine di Dj Fabo, un ragazzo pieno di vita e tanta gioia. Purtroppo un giorno gli cade il cellulare in macchina, e lui si abbassa per prenderlo ed ecco un incidente che lo ha reso paraplegico e non vedente!

Non facciamo che questo triste episodio sia inutile. L’uso del cellulare in auto porta a distrarsi da ciò che stiamo facendo. Stiamo portando la nostra vita in giro! Ma la dobbiamo portare ovunque, non di certo all’ospedale o peggio ancora  al cimitero!

Di fronte all’enorme spreco di salute e di vite umane, per effetto della folla idea di guidare l’auto e di parlare contemporaneamente con il cellulare oppure usare lo smartphone per mandare messaggi, si prova finalmente a correre ai ripari. Con misure concrete, che potrebbero presto espandersi a macchia d’olio in tutta Italia
A Roma e nel Lazio, in seguito a un utile accordo tra la Polizia stradale, la regione e la Procura generale presso la Corte d’Appello, si è deciso che in caso di incidente grave o mortale, le forze dell’ordine possono sequestrare il cellulare del conducente. Per quale motivo? Per verificare che uso se ne stava facendo al momento dell’incidente, se era attivo, se qualcuno parlava con gli auricolari o con il vivavoce, se era collegato a Internet, se era in corso un’attività sui social, e quale.

Incidenti stradali causati dal cellulare

Una misura estrema, certo, ma consentita dalla legge e motivata con la strage ormai ricorrente sulle strade per un uso improprio dei cellulari. Una strage che coinvolge vittime innocenti, a partire dai poveri pedoni, per quali il tassodi mortalità in Italia è aumentato del 4,5 per cento. Solo a Napoli, per fare un esempio, gli incidenti stradali dovuti all’uso incosciente e compulsivo dello smartphone e del cellulare sono il 35 per cento del totaleUna follia pura.

Uso dello smartphone alla guida

A volte sembriamo proprio un popolo di stupidi, un branco di incoscienti. Così abbiamo scoperto, da un’indagine di Istat e Aci, che il primo motivo per gli incidenti stradali è diventato l’uso frequente e scorretto, mentre si guida, di cellulari e smartphone. Lo fanno, con assoluta naturalezza, il 20 per cento degli automobilisti italiani, quasi il 50 per cento nelle regioni settentrionali. E il telefonino ci costa caro, in termini di spreco della salute, più di qualsiasi altra distrazione durante la guida, dello stato di ebbrezza e della l’alta velocità.

Il cellulare alla guida

I rischi che arrivano da questo uso sciagurato della tecnologia si possono riassumere attraverso qualche dato scientifico. Il tempo nel quale ci ritroviamo a guidare al buio, per smanettare, varia sulla base del tipo di funzione: per comporre un numero telefonico servono sette secondi, dieci per scrivere un messaggio e 14 per scattare un selfie. Già i selfie.

Su 7mila giovani europei intervistati, uno su quattro ha confessato di averne fatti durante la guida oppure di essersi distratto per controllare la posta elettronica e i messaggi sui social.

Un automobilista che si infila nel buio dell’uso del cellulare durante la guida perde, in media, la visibilità di un tratto di strada tra i 300 e i 500 metri. Un’infinità. E un rischio enorme.

 

Sanzioni per guida col cellulare

Purtroppo in questo caso non possiamo prendercela né con le leggi troppo permissive, né con la scarsità dei controlli. Parlare con il cellulare o mandare messaggi viene punito molto severamente, con la penalizzazione di 5 punti sulla patente, la possibilità di ritirarla, e una multa tra 148 e 594 euro. Dunque le sanzioni non mancano, ma il problema resta solo per la nostra incoscienza.

Consigli per guidare in tutta sicurezza

Problemi causati da smartphone

Una tragica sfida a colpi di selfie. E soltanto l’ultimo, in ordine cronologico, incidente mortale lungo strade e ferrovie, che nasce da un uso sbagliato, compulsivo e perfino maniacale degli smartphone e in generale degli apparati elettronici diventati ormai delle protesi, specie per i ragazzi. Ed è un ragazzo di appena 13 anni, originiario di Petrizzi, un piccolo paese in provincia di Catanzaro, ad avere perso la vita per questo assurdo gioco a colpi di selfie, realizzati sui binari ferroviari in compagnia di altri due coetanei.

In pratica si trattava di scattare un selfie, in piena campagna e in una zona poco illuminata, con il treno in corsa alle spalle, per poi condividerlo sui social. Il povero tredicenne non ha calcolato bene i tempi, e l’impatto con il treno, nella stazione di Soverato, è diventato fatale. Il tredicenne è molto sul colpo, vittima di un selfie sbagliato.

Non è la solita onda lunga del pensiero contrario al progresso e alla modernità, ma sullo smartphone, un oggetto sempre più sofisticato, più utile e più assimilabile a un prodotto di massa, si sta rovesciando una sorta di sos generale.

Dal titolo, tanto per stare nel tema, Modalità d’uso (o abuso). Un primo campanello d’allarme, molto preoccupante e con relative contromisure, arriva dall’aumento esponenziale degli incidenti che riguardano pedoni e automobilisti incollati, come se fossero ipnotizzati, con gli occhi fissi sul display.

In Austria, il Comitato per la sicurezza stradale ha calcolato che il 30 per cento delle persone che attraversano la strada lo fanno in modo distratto, e quindi rischioso. Il motivo? Innanzitutto l’abitudine, in questo caso davvero perversa, di smanettare con lo smartphone, assecondandone tutte le seduzioni, compresa la febbre collettiva per l’ultimo gioco del magico apparecchio, ovvero Pokemon Go.

Uso compulsivo dello smartphone

Un secondo campanello d’allarme suona, sempre sul versante della salute, dalla quantità di studi scientifici che stanno uscendo dalle migliori università americane per convincere i consumatori a ridurre l’uso compulsivo, specie da parte degli adolescenti, degli smartphone. L’ultima ricerca punta il dito contro l’accensione dell’apparecchio appena svegli (eccesso condiviso dal 70 per cento degli utenti): controllare messaggi, mail, video e foto prima o durante la colazione, significa caricare il cervello di informazioni “innaturali” in questa fase della giornata. E pagare pegno in termini di stress, affaticamento, perdita di concentrazione.

Sempre in America, all’interno del National Toxicology Program, coordinato dal Dipartimento della Sanità, si è appena scoperto che l’esposizione eccessiva alle radio frequenze degli smartphone aumento il rischio cancro al cervello, generalmente benigno, nei topi. Entro la fine del 2017, la ricerca firmata NTP e finanziata con un assegno di 25 milioni di dollari, sarà completata con i dati che non riguarderanno i ratti ma gli uomini e le donne, e tutti danno per scontate nuove linee guida, firmate dalla Sanità americana, sulla prevenzione relativa alle Modalità d’uso degli smartphone.

Intanto, anche negli Stati Uniti i singoli stati stanno investendo soldi per campagne anti eccessi dell’uso di smartphone, tipo quelle portate avanti, per anni, sul fumo o, da qualche mese, sulla deleteria abbondanza di zuccheri nell’alimentazione e nelle bevande delle famiglie americane.

Tanto si può e si deve dire sull’abuso del cellulare, ma ritengo che  il pensiero fondamentale a cui dobbiamo  far capo prima di prendere  il telefono in macchina è: “mi amo abbastanza! Posso scrivere anche quando mi fermo! Non mi cambia la vita se non rispondo, mentre mi cambia la vita se abbiamo un incidente”.

Se non abbiamo un corpo sano, non potremo più fare della nostra vita ciò che più ci piace: correre, saltare, mangiare, bere con gli amici, fare l’amore, prendere in braccio i nostri figli.

Voi ci rinuncereste? Io no!

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