Valutare i rischi lavorativi ai fini delle prevenzione infortuni e della tutela della salute dei lavoratori

Il concetto di rischio nei luoghi di lavoro si è sviluppato anche in attuazione delle norme UNI o ISO e si è legato ad altri concetti, come  fonte di pericolo, fattore di rischio, entità di rischio ecc. .

Con il termine valutazione del rischio si fa riferimento alla determinazione quantitativa o qualitativa del rischio associato ad una situazione ben definita e ad una minaccia conosciuta. (Wikipedia)

Il concetto di rischio nei luoghi di lavoro si è sviluppato anche in attuazione delle norme UNI o ISO e si è legato ad altri concetti, come  fonte di pericolofattore di rischio, entità di rischio ecc. .

Pericolo

Definizione di Pericolo art. 2, lettera r, D.Lgs. 81/08 Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni) :

• Causa o origine di un danno o di una perdita potenziali. (UNI 11230 – Gestione del rischio)

• Potenziale sorgente di danno (UNI EN ISO 12100-1)

• Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore (sostanza, attrezzo, metodo di lavoro) avente la potenzialità di causare danni. (Orientamenti CEE riguardo alla valutazione dei rischi di lavoro)

• Fonte di possibili lesioni o danni alla salute. Il termine pericolo è generalmente usato insieme ad altre parole che definiscono la sua origine o la natura della lesione o del danno alla salute previsti: pericolo di elettrocuzione, di schiacciamento, di intossicazione, ….(Norma Uni EN 292 parte I/1991 – ritirata)

• Fonte o situazione potenzialmente dannosa in termini di lesioni o malattie, danni alle proprietà, all’ambiente di lavoro, all’ambiente circostante o una combinazione di questi. (OHSAS 18001, 3.4)

PERICOLO ≠ RISCHIO PERICOLO ≡ FATTORE DI RISCHIO

Il pericolo è una proprietà intrinseca (della situazione, oggetto, sostanza, ecc.) non legata a fattori esterni; è una situazione, oggetto, sostanza, etc. che per le sue proprietà o caratteristiche ha la capacità di causare un danno alle persone


Danno

• Qualunque conseguenza negativa derivante dal verificarsi dell’evento (UNI 11230 – Gestione del rischio)

• Lesione fisica o danno alla salute (UNI EN ISO 12100-1)

• Gravità delle conseguenze che si verificano al concretizzarsi del pericolo

• La magnitudo delle conseguenze M può essere espressa come una funzione del numero di soggetti coinvolti in quel tipo di pericolo e del livello di danno ad essi provocato.


Rischio

Definizione di Rischio art. 2, lettera s, D.Lgs. 81/08 Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione Il rischio è un concetto probabilistico, è la probabilità che accada un certo evento capace di causare un danno alle persone. La nozione di rischio implica l’esistenza di una sorgente di pericolo e delle possibilità che essa si trasformi in un danno).

• Insieme della possibilità di un evento e delle sue conseguenze sugli obiettivi. (UNI 11230 – Gestione del rischio)

• Combinazione della probabilità di accadimento di un danno e della gravità di quel danno. (UNI EN ISO 12100-1)

• Probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno. (Orientamenti CEE riguardo alla valutazione dei rischi di lavoro)

• Combinazione della probabilità e della conseguenza del verificarsi di uno specifico evento pericoloso. (OHSAS 18001, 3.4)

Fattori di rischio/pericoli per la sicurezza: aventi capacità intrinseca di provocare infortuni

Fattori di rischio/pericoli per la salute: capaci di provocare malattie professionali in carenza di norme igienico-ambientali e/o in caso di comportamenti incongrui

Fattori di rischio/pericoli trasversali: legati all’organizzazione del lavoro e all’aspetto psico-sociale

Al fine di effettuare una valutazione Coerente con lo stato reale dell’azienda sia essa piccola o grande con una organizzazione più complessa, occorre adottare dei metodi e misurare le valutazioni ottenute secondo dei criteri specifici es. con delle matrici UNI EN ISO 12100-1.

Purtuttavia tali metodi presentano delle criticità come:

•Probabilità non valutate in termini quantitativi ma su evidenza soggettiva

• Gravità non valutate in termini quantitativi ma su evidenza soggettiva

• La matrice non permette di discriminare tra eventi poco probabili e poco gravi

L’attività valutativa non si deve esaurire in una mera valutazione documentale e tecnica, ma occorre svolgere delle indagini approfondite caso per caso, coinvolgendo gli stessi lavoratori che conoscono in modo preciso le criticità operative, i comportamenti abitudinari, la sottovalutazione dle rischio, le azioni o i comportamenti correlati ad attività del tutto artigianali. Le interviste individuali mettono in risalto i rischi correlati a difficoltà o carenze organizzativa, funzionali, dei flussi operativi interno o esterni.

In sintesi alcuni degli strumenti fondamenti che consentono non solo di mettere a fuoco i rischi correlati al lavoro, ma consentono di aumentare la conoscenza e ampliare la percezione del rischio di quella azienda che apparentemente potrebbe non presentare dei rischi elevati ma in realtà nasconde dei comportamenti operativi e comportamenti che cambiano i risultati della probabilità di eventi infortunistici.

Tra gli strumenti di indagini fondamentali indichiamo:

• I Sopralluoghi e le interviste, prendendo appunti, fotografando i vari elementi o situazioni da valutare, avere la possibilità di effettuare piccoli video operativi per analizzare le operazioni manuali. e soprattutto farsi seguire da persone che conoscono il luogo di lavoro, gli impianti e le attività, confrontandosi con i preposti o i dirigenti aziendali, ma determinante è l’opportunità di parlare con i singoli lavoratori.

I singoli lavoratori sono padroni del loro modo di operare e come conoscono a fondo i rischi evidenti o nascosti del loro lavoro, conoscono anche il modo per evitarli. Il professionista si deve arricchire dell’esperienza dei singoli per dare alla valutazione una forma coerente con la realtà e poter cosi essere di supporto al Datore di Lavoro per evidenziare le scelte attuabili, ai fini della prevenzione in simbiosi con il modo di lavorare.

• Utilizzo di layout e planimetrie, per valutare le vie e i percorsi pedonali, o di esodo in caso di emergenza. Ciò consente di valutare gli spazi e l’organizzazione razionale del luogo di lavoro, unitamente agli stoccaggi, alle macchine, agli impianti

• Acquisire la documentazione circa l’organizzazione funzionale e delle responsabilità aziendali, al fine di una gestione razionale ed efficace delle misure di prevenzione verso le attività interne, esterne o verso i terzi.

• Analizzare la documentazione tecnica di impianti attrezzature, macchine, verifiche e Manutenzioni. ,Analisi della documentazione di imprese e ditte esterne, autorizzazioni, partiche di prevenzione incendi procedure, segnaletica, informazione, formazione, addestramento, abilitazioni sia secondo la legislazione vigente ma anche secondo le norme tecniche UNI/EN CEI ecc.

• Analisi delle schede di sicurezza delle sostanze chimiche, delle schede tecniche dei DPI, , indagini , campionamenti , documentazione sui rifiuti , emissioni , registri esposti, dati medici e sorveglianza sanitaria ed infine analisi statistica degli infortuni e delle probabilità di malattie correlate alla mansione lavorativa

In sintesi il percorso da seguire per la redazione del documento di valutazione passa attraverso:

  • Individuazione dei fattori di rischio e con essi dei lavoratori esposti, analizzando il livello e l’entità delle esposizioni singole o multiple:

  • Individuazione, valutazioni calcolo degli eventuali danni derivanti dai fattori espositivi siano essi comportamentali o funzionali derivanti dai processi o dagli impianti. Calcolo della probabilità degli eventi e degli effetti.

  • Individuazioni delle misure preventive e protettive, attuazione e verifica dell’efficacia di tutte le misure siano esse tecniche, che organizzative o comportamentali e procedurali

  • Definizione di un piano programmatico degli interventi e di un piano programmatico di miglioramento unitamente ad un coinvolgimento attivo di tutte le figure della sicurezza sul lavoro e dei lavoratori

  • Redazione del DVR (documento valutazione rischi) e di tutte le valutazioni correlate siano esse di natura tecnica che di misurazione e valutazione dei fattori chimici, fisici, biologici, ambientali, comportamentali, psicosociali e organizzativi:

  • Definizione delle modalità di aggiornamento e rivalutazione dei rischi correlati ai vari fattori individuati e a quelli che potrebbero emergere nel corso dello sviluppo del processo produttivo

Dopo aver individuato i pericoli, pericoli ordinari o generici, di processo, specifici, ergonomici, organizzativi, culturali , di genere , esterni o interni, occorre procedere con le varie metodologie di analisi del rischio . prima di procedere alla valutazione dei rischi si deve definire in modo chiaro gli obbiettivi delle valutazioni. Difatto le tecniche e i metodi applicabili sono diversi e “occorre quindi avere una idea precisa di quale sia la più appropriata per lo scopo che si vuole raggiungere”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *