Sicurezza: come scegliere i guanti da lavoro

Quando ci si accinge ad acquistare dei guanti da lavoro ci si trova di fronte ad una varietà tale da rendere la scelta alquanto difficile.

Quando ci si accinge ad acquistare dei guanti da lavoro ci si trova di fronte ad una varietà tale da rendere la scelta alquanto difficile. Rispetto al passato sono divenuti moltissimi i materiali sintetici impiegati.

Nei guanti per uso generale, i più utilizzati sono la pelle ed il  nitrile (NBR); a seguire c’è il lattice naturale (NRL) che trova maggior impiego nel settore edile.

La pelle è un prodotto tradizionale, molto confortevole perché traspirante, e se è di qualità è anche morbida. È però necessario tenere ben presente per quale ragione vengono usati. I guanti di pelle tendono ad assorbire eventuali residui di olio, grasso, sporco e prodotti chimici presenti nel luogo di lavoro, che poi resteranno a contatto con la mano dell’operatore per tutta la durata utile del guanto. Invece il nitrile è più sottile e flessibile, ma la naturale sudorazione della mano trova difficoltà di sfogo. I guanti rivestiti di nitrile sono anche più scivolosi in presenza di grassi, mentre sull’asciutto sono insuperabili.

Negli ultimi anni si stanno diffondendo i guanti spalmati di poliuretano (PU). Sottili, ma soprattutto traspiranti, sono solitamente formati da un leggero supporto a filo continuo impregnato con il poliuretano sia all’esterno sia all’interno. Ma molti non sanno che la quasi totalità dei prodotti presenti sul mercato contiene, in percentuale variabile, residui di un solvente mutageno, la dimetilformammide (DMF), impiegato nel ciclo di produzione del guanto.

Il DMF è un prodotto chimico che, durante l’utilizzo, può essere inalato o assorbito dalla pelle e per tanto è considerato dannoso. In caso di contatto prolungato o esposizioni ripetute, il DMF può creare effetti negativi al fegato. I limiti di esposizione sul lavoro sono stati definiti in numerose nazioni, tali limiti indicano la concentrazione massima nell’aria. Occorre quindi acquistare  guanti che ne rispettino i limiti.

In presenza di rischio chimico,  in ambito industriale, è sempre il nitrile a spadroneggiare, in tutte le sue forme. Ciò deriva dal fatto che è compatibile con gli idrocarburi e che, se opportunamente trattato, non è fonte di allergie. Il lattice di gomma naturale (NRL), largamente utilizzato nel settore sanitario e ospedaliero, può causare allergie.

Per questo, nella scelta del tipo di guanto è fondamentale avvalersi delle tabelle di degradazione (superficiale) e di permeazione (molecolare) ai prodotti chimici fornite dai produttori, incrociando le informazioni sul guanto con quelle delle sostanze chimiche in uso, per evitare di scegliere un guanto che protegge e isola solo apparentemente.

Per quanto riguarda la protezione termica, infine, oggi si fa largo impiego delle fibre para-aramidiche (kevlar, twaron, nomex), che offrono un eccellente compromesso tra protezione termica (calore da contatto) e prestazioni.

Quando invece si parla di protezione al taglio sono fibre come dyneema, spectra e vetro, spesso opportunamente combinate tra loro, a offrire le massime prestazioni.

Fra i guanti a maglia, tagliati e cuciti (fra cui anche la pelle) negli ultimi anni si è globalmente registrato un calo nel consumo a favore degli ‘spalmati’, che possono offrire un livello di confort abbinato alla sicurezza senza eguali.

Dal punto di vista tecnico, si tratta di guanti di maglia molto leggera sulla quale è trasferita (spalmata) una sostanza che ne permette l’utilizzo in presenza di sporco/unto. La scelta del filato è correlata all’applicazione richiesta: cotone, nylon o fibre tecniche antitaglio.  Mentre la sostanza spalmata può essere traspirante (poliuretano) oppure impermeabile (nitrile). I diversi abbinamenti consentono di offrire una serie di prodotti per le applicazioni più diverse: meccanica, vetreria, elettronica, installazione, agricoltura, manutenzione eccetera.

Il futuro è dunque nei guanti ultraleggeri con spalmatura,  eccellenti per la movimentazione di oggetti taglienti e scivolosi, resistenti all’abrasione e molto flessibili. Il supporto di nylon (costruito con filo continuo quindi senza cuciture) ricoperto di gomma nitrilica  è adatto per lavorazioni gravose e rischio meccanico medio. La spalmatura in poliuretano è adatta per lavorazioni di gravosità e rischio lieve, mentre il  supporto dyneema a filo continuo ricoperto di poliuretano è adatto per lavorazioni con rischio meccanico elevato, specialmente per la componente taglio.

Riassumendo l’impermeabilità caratterizza vinile, nitrile e PVC; la traspirabilità unisce cotone, jeans e cavallino; la saldezza di presa è garantita da lattice e punteggiatura con PVC; la robustezza si ottiene con la crosta; la sensibilità è una peculiarità di lattice, nitrile e vinile.

 

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