Rischi trasversali: definizione, tipologie e nuovi scenari

Qual è la definizione di rischi trasversali? Ecco le diverse tipologie, tra cui il rischio rapina e i nuovi scenari con gli attentati terroristici

Rischi trasversali

I rischi trasversali sono quelli che impattano sia sulla salute che sulla sicurezza, in quanto derivano dal tipo di organizzazione e quindi dal clima esistente, dal carico di lavoro fisico e mentale, dalla presenza, per lo svolgimento di alcune attività, di figure professionali provenienti da ditte esterne.

Diverse tipologie di rischi trasversali

Le diverse tipologie di rischio si riferiscono a:

  • Rischi da fattori psicologici: riguardanti fenomeni di mobbing, sindrome da burn out e stress da lavoro correlato;
  • Cantieri temporanei e mobili: riguardano tutte le misure di sicurezza prese in caso di lavori all’interno di cantieri;
  • Fattori ergonomici: connessi a svariati fattori che presuppongono il rispetto dei livelli di ergonomia, per esempio relativi agli arredi all’interno delle filiali, come sedie rotte, oppure per le posizioni corrette dei video terminalisti che devono consentire l’adeguamento migliore della propria postazione;
  • Fattori organizzativi: riguardano diversi fattori connessi alla definizione di organizzazione sia riferita ai locali lavorativi, sia riferita alla gestione di diversi settori come la gestione delle emergenze o proprio la gestione della sicurezza, o ancora alla considerazione di determinate categorie di lavoratori come quelli notturni o diversamente abili;
  • Rischio rapina: relativo ad una problematica strettamente connessa alle attività delle filiali.

Ci sono anche i rischi ambientali nei quali bisogna distinguere “quelli che si riferiscono agli impatti diretti sui lavoratori, a causa dell’emissione nell’ambiente lavorativo di fattori di natura chimica, fisica e biologica, con conseguenze dirette sul personale, oppure quelli definiti in senso stretto e quindi che impattano sull’esterno”.

Il rischio rapina

Il rischio rappresentativo più significativo nell’ambito del settore bancario è il rischio rapina. Esistono delle associazioni che si occupano proprio di questa problematica specifica delle banche e che prima fra tutte vedono l’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Si tratta di un rischio complesso che non riguarda solo l’aspetto patrimoniale delle banche, ma che deve essere analizzato proprio dal punto di vista della salute e sicurezza del lavoratore non solo dal punto di vista fisico.

Dal 2005 tale rischio è stato definito specifico del settore bancario e non più come un qualcosa che derivasse da una casualità non direttamente imputabile all’attività svolta dal lavoratore, come avveniva prima. Quest’ultima considerazione è superata vista la stretta connessione fra l’attività che presuppone il maneggiare contante e chi la esegue.

Questo deriva da una sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha condannato l’Italia per aver recepito male le prescrizioni comunitarie in materia di sicurezza sul lavoro disciplinando solo i rischi direttamente afferenti all’ambiente di lavoro e non tutti i rischi oggettivamente presenti. Infatti il rischio rapina viene riconosciuto specificatamente dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e deve essere valutato nel documento di valutazione dei rischi (ex art. 4 della 626, ora art. 28 del Testo Unico). Le relative misure di contrasto del fenomeno sono contenute nei Protocolli d’Intesa per la prevenzione della criminalità in banca.

Il rischio rapina è un rischio complesso che va attribuito ad una molteplicità di fattori:

  • Fattore economico e culturale (livelli di circolazione del contante, utilizzo degli strumenti alternativi di pagamento);
  • Prevenzione e contrasto alle rapine (scelta e adozione di misure di sicurezza presso le banche);
  • Fattore criminologico (andamento del fenomeno rapine nell’ambito della criminalità generale)

La peculiarità del rischio rapina riguarda la natura esogena che lo caratterizza in quanto derivante da un’attività criminosa posta in essere da terzi; è come se quindi fosse opportuno considerare questo fatto come causa che limita la responsabilità del datore di lavoro. Ma in realtà questo presuppone una necessità di intensificare le misure di sicurezza. Quindi tale rischio non può essere riconducibile ad un’unica causa, ottenendo una valutazione riduttiva di un fenomeno ampio e complesso.

Nuovo rischio trasversale è valutare il rischio attentati

Trattando di rischi trasversali, cioè quelli che possono influire sia sulla salute che sulla sicurezza e che sono legati all’ organizzazione, a fattori psicologici , ergonomici e condizioni di lavoro difficile , vanno prese in considerazione anche tutte quelle mansioni esposte al rischio legato alla criminalità, le rapine di cui abbiamo già parlato, ma vanno considerate le aggressioni e non ultimo, attentati terroristici.

In tal senso quindi non sono solo le attività “tradizionali” legate a tali rischi (settore bancario, postale, servizi di vigilanza privata) ma l’attuale scenario politico mondiale sulla scia degli ultimi attentati, in preoccupante aumento, comporta la necessità di tutelare le condizioni di lavoro esposte e valutare tali rischi.

Pertanto è bene valutare tali rischi per le mansioni che possono in qualche modo essere esposti a rischi attentati, consapevoli che non esiste la protezione assoluta ma va affrontato un rischio tenendo in considerazione i costi e i benefici delle azioni che accrescono la sicurezza. Si pensi a chi si sposta frequentemente con accessi ad aeroporti o chi lavora in tali siti, stazioni ferroviari , o chi lavora nei musei, nel settore turistico-alberghiero.

Ma anche in attività di manifestazioni sportive o concerti, sia in strutture di produzione a rischio di incidente rilevante, in centri commerciali di particolare rilevanza in centrali di distribuzione nelle aree urbane, così come quello delle forniture idriche, della raccolta dei rifiuti urbani (in relazione soprattutto alla verifica dei contenitori di raccolta dove potrebbero essere piazzati ordigni nel caso di eventi e manifestazioni in luoghi pubblici).

Coinvolti in questo delicato aspetto ci sono anche tutte le aziende che impiegano il proprio personale per commesse di lavoro all’estero, anche nei Paesi ad alto rischio di attività criminale o insatbilità politica.

Per tali mansioni, la valutazione del rischio comporta un’attenta analisi del contesto operativo e la elaborazione di un programma atto al migliorare tutti gli aspetti organizzativi. Fondamentale l’aspetto informativo e formativo specifico dedicato ai lavoratori coinvolti .

La lista completa dei rischi trasversali

Di seguito si riporta una lista aggiornata dei diversi di rischi in base alla tipologia di lavoro.

RISCHI TRASVERSALI O ORGANIZZATIVI

1. Lavoro a turni: se più di 80 giorni lavorativi/annui.
2. Lavoro notturno : Attività di almeno 7 ore consecutive comprese tra le ore 24,00/07,00 e 22,00/05,00. ex CCNL
3. A contatto con il pubblico: Lavori di sportello al pubblico. Si intendono i punti di contatto tra l’azienda e l’utenza.
4. Lavoro con animali: veterinari ed eventuale personale del Servizio Veterinario.
5. Lavoro con DPI: utilizzo sistematico e per buona parte dell’orario di lavoro.
(Da computare come somma degli intervalli di tempo di effettivo uso).
6. Postura incongrua > 1⁄2 tempo: postura obbligata e prolungata in posizione statica, (es. sala operatoria, dentista), per l’espletamento della funzione; ovvero ritmi di lavoro continui e ripetitivi.
7. MMP senza ausili: operazioni di movimentazione manuale pazienti senza sollevatori e senza ausili minori
8. MMP con ausili: operazioni di movimentazione manuale pazienti con sollevatori e con ausili minori
9. MMC: sollevamento, traino, spinta o trasporto di un carico > 3 Kg. con frequenza non occasionale (almeno 1 volta l’ora).
10.Uso VDT < 20 ore: tempo da computare su base settimanale, escluse le pause. VDT = schermo alfa numerico (PC, TAC, ecografi, etc.).
11.Uso VDT > 20 ore: tempo da computare su base settimanale, escluse le pause. VDT = schermo alfa numerico (PC, TAC, ecografi, etc.).

AGENTI BIOLOGICI

12. Lattice: chiedere o accertare se i guanti sono in lattice.
13. uso deliberato gruppo 3 e 4: verificare se esiste laboratorio di microbiologia.

14. rischio trascurabile: NON assistenza diretta a pazienti né manipolazione di campioni biologici.
15. rischio lieve: assistenza diretta a pazienti o manipolazione di campioni
biologici
16. rischio medio: esecuzione di procedure invasive a rischio di esposizione

17. rischio alto: esecuzione di attività di assistenza diretta al paziente, manipolazione di campioni biologici o di procedure invasive a rischio di esposizione in condizioni tecniche, organizzative, procedurali insufficienti o sfavorevoli

RISCHI CHIMICI

18.Amianto: laboratorio Igiene Industriale
19.Piombo: utilizzazione o manipolazione. (es. leghe basso fondenti). 20.Polveri: lavorazioni con produzione di polveri (es. sala gessi). 21.Antiblastici: preparazione, somministrazione, pulizia ambienti 22.Farmaci: antibiotici, ecc
23. sospetti cancerogeni o mutageni: R40 . formalina, idrochinone, ecc…. 24.Agenti cancerogeni e mutageni: in base alle schede di sicurezza e alle frasi di rischio (R45, R49, R46).
25.Agenti chimici: in base alle schede di sicurezza e alle frasi di rischio.

RISCHI FISICI

26.Laser: utilizzo apparecchiature con laser tipo II, III, IV.
27.Infrarossi: utilizzo apparecchiature con infrarossi (utilizzazione di irradiatori per ipertermia o similari)
28.Ultravioletti: utilizzo di lampade germicide, cabinet per applicazioni cliniche ecc
29.Radiofrequenze, microonde, campi magnetici: marconiterapia, magnetoterapia, risonanza magnetica, radarterapia, elettrostimolatori, elettrobisturi.
30.Radiazioni ionizzanti: Rx. TAC.
31.Ultrasuoni: utilizzo apparecchiature che producono ultrasuoni (Ambulatorio
odontotecnico o terapie fisiche, ecc….).
32.Vibrazioni mano-braccio: utilizzo apparecchiature che producono vibrazioni
trasmesse a mano-braccio (sega in sala operatoria, sega in sala gessi, autopsie,
macchinari, ecc…).
33.Vibrazioni corpo intero: guida automezzi pesanti, conduzione mezzi
meccanici
34.Rumore < 80 dB(A): svolgimento di attività che producono rumore senza difficoltà di percepire la voce umana parlando normalmente 35.Rumore > 80 dB(A): svolgimento di attività che producono rumore con difficoltà di percepire la voce umana parlando normalmente

RISCHI INFORTUNISTICI

36.Sostanze pericolose: quelle che possono provocare un danno immediato (corrosive, infiammabili, esplosive, sviluppo di temperature elevate o molto basse).
37.Lavori in tensione: lavori su impianti o macchinari elettrici sotto tensione
38. Automezzi: guida di automezzi o trasporto in automezzi
39.Uso attrezzature: attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile od impianto destinato ad essere usato durante il lavoro. uso di un’attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad un’attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l’impiego,
il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, lo
smontaggio

40.Uso elettromedicale: utilizzo di apparecchiature elettromedicali 41.Carrelli elevatori: guida di carrelli elevatori
42.Lavori in altezza: superiori a 2,00 metri e/o con pericolo di cadute dall’alto.

STRESS CORRELATI

43. conflittualità: presenza di conflittualità orizzontale (nello stesso gruppo o con altri gruppi di colleghi) o verticale (con gruppi in alto o in basso nellagerarchia)
44. ritmi lavorativi: ritmi di lavoro che provocano stress
45. obiettivi: obiettivi lavorativi non chiari e difficilmente raggiungibili 46.formazione: percezione di insufficiente informazione, formazione, addestramento o aggiornamento per la sicurezza

APPALTI

47. con interferenze: attività che comportano la presenza contemporanea di personale di ditte esterne con presenza di lavorazioni interferenti.
48. senza interferenze: attività che comportano la presenza di personale di ditte esterne senza presenza di lavorazioni interferenti
AMBIENTI DI LAVORO

STRESS CORRELATI

1. rumori fastidiosi: attività in ambienti ove sono presenti bassi livelli di
rumorosità ma che provoca fastidio o disturbo alla concentrazione.
2. affollamento: lavori in ambienti con notevole presenza di persone e senza
possibilità di sufficienti ricambi di aria

RISCHI BIOLOGICI

3. Agenti biologici: lavoro in ambienti dove si presta assistenza diretta a pazienti
o si manipolano campioni biologici.
4. condizionamento: lavoro in locali serviti da impianto di condizionamento (con
sezione di umidificazione)

RISCHI CHIMICI

5. sospetti cancerogeni o mutageni: lavori in ambienti dove si utilizzano
prodotto R40 . (formalina, idrochinone, ecc….)
6. Antiblastici: lavori in ambienti dove si preparano, somministrano antiblastici
7. Agenti cancerogeni e mutageni: lavori in ambienti dove si utilizzano prodotti etichettati R45, R49, R46
8. Agenti chimici: lavori in ambienti dove si utilizzano prodotti chimici
9. fumo passivo: lavoro in ambienti con presenza di fumo passivo
10.Amianto: lavori in ambienti nei quali il censimento ha rilevato presenza di materiali contenenti amianto

RISCHI FISICI

11.Ambienti caldi: lavori in ambienti con notevole presenza di calore ( in
vicinanza di forni…..)
12.Ambienti freddi: lavori in ambienti notevolmente freddi (celle frigo….) 13.Radiazioni non ionizzanti: lavori in ambienti dove vengono utilizzate
radiazioni non ionizzanti
14.radiazioni ionizzanti: lavori in ambienti dove vengono utilizzate radiazioni ionizzanti
15.Onde elettromagnetiche: lavori in ambienti ove sono presenti radiazioni elettromagnetiche
16.Rumore < 80 dB(A): lavoro in ambienti senza difficoltà di percepire la voce umana parlando normalmente
17.Rumore > 80 dB(A): lavoro in ambienti con difficoltà di percepire la voce umana parlando normalmente
18. radon: lavori in ambienti interrati o seminterrati per più di 10 ore al mese 19.Condizioni climatiche: lavori all’aperto (TPALL del Dip. Di prevenzione,
veterinari …..).
20.Aerazione: problemi di aerazione: valutazione soggettiva.

21.Illuminazione: problemi di illuminazione: valutazione soggettiva. 22.Microclima: problemi di microclima: valutazione soggettiva.

RISCHI INFORTUNISTICI

23.Strutture: presenza di fattori di rischio quali spigoli, soffitti bassi, strettoie
24.Pavimenti: presenza di problemi: valutazione soggettiva. (Eventuali buche,
superfici sdrucciolevoli etc.)
25.Spazio per lavoratori: problemi di spazio: insufficienti superfici e volumi per
lo svolgimento dell’attività lavorativa.
26.Posti di passaggio: problemi: scale strette, ripide, corridoi stretti, eventuali
spigoli, ecc…
27.Manutenzione: carenza di manutenzione delle strutture e degli impianti. 28.Elettrico: prese, cavi, ecc.. non idonee o rovinate, presenza di conduttori nudi
etc.
29.Atmosfere esplosive: lavoro in luoghi con alta, media o bassa probabilità di formazione di miscele in aria di sostanze infiammabili sotto forma di gas (metano, idrogeno,…), vapori (benzine, alcool, …..) o nebbie ovvero nubi di polveri combustibili (polveri di legno, …..).
30.Incendio alto: ambienti in OSPEDALI.
31.Incendio medio: attività soggette al controllo dei VVF.

32.Incendio basso: ambienti in

DISTRETTI, UFFICI

RISCHI IGIENICI

33.bagni: idoneità (Numero, se divisi per sesso, dotati di tutti gli accessori qualidispenser per sapone, carta asciugamani, etc.)
34.spogliatoi: idoneità (Numero, se divisi per sesso, dotati di tutti gli accessori quali armadietti, etc.)
35.igiene generale: presenza di sporcizia, polvere.

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