Incidenti ferroviari in Italia: il problema dei pedoni e della manutenzione

La Relazione sulla sicurezza ferroviaria nel 2017 dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie

Presentata presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla presenza del Ministro Danilo Toninelli la Relazione sulla sicurezza ferroviaria nel 2017 dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie.

I dati su vittime ed incidenti ferroviari

Nel 2017 si sono verificati 104 incidenti ferroviari significativi: 99 sulla rete gestita da RFI e 5 sulle reti di competenza dei gestori regionali.

Il dato è in crescita rispetto al 2016 ma inferiore al valore medio del periodo 2007-2017 (-14% rispetto al 2007, anno di istituzione dell’Agenzia).

Le vittime, intese come morti e feriti gravi, diminuiscono nel 2017 rispetto al 2016: i decessi passano da 85 a 55 e i feriti gravi da 42 a 37.

Occorre tuttavia considerare che il dato del 2016 è sensibilmente influenzato dalle conseguenze dell’incidente avvenuto tra Andria e Corato.

Scarsa manutenzione e scarsa attenzione dei pedoni

Sull’incidentalità ferroviaria l’Italia si colloca tra i valori più bassi dell’Ue pur mostrando possibili margini di miglioramento in particolare sul fronte della manutenzione e degli investimenti dei pedoni.

Indebito attraversamento dei binari

Anche nel 2017 la quota preponderante degli incidenti è correlata all’indebito attraversamento della sede ferroviaria da parte di pedoni, inclusi i casi accaduti in corrispondenza dei passaggi a livello.

Succede troppo spesso che i pedoni si trovino in luoghi dove non dovrebbero essere non essendo autorizzate. Tale fenomeno riguarda il 73% degli incidenti significativi e l’85% delle vittime (49 morti e 29 feriti gravi).

Secondo l’ANSF “la causa va ricercata principalmente in comportamenti individuali impropri sui quali è necessario incrementare la consapevolezza degli utenti”. Permane tuttavia l’importanza dell’adozione di sistemi tecnici e tecnologici per impedire il manifestarsi del fenomeno.

La manutenzione di binari e treni

In aumento anche il numero degli incidenti significativi riconducibili ad aspetti più strettamente tecnici. L’incremento è dovuto principalmente a problematiche manutentive sui veicoli o  sull’infrastruttura.

Nel 2017 sulla rete RFI sono avvenuti 4 deragliamenti fortunatamente senza vittime.

Episodi che hanno portato ad accendere un faro sulla manutenzione, aspetto questo fonte di criticità confermatasi in occasione del gravissimo incidente di Pioltello avvenuto il 25 gennaio 2018,
(per questo non incluso nel rapporto di cui stiamo parlando).

Lo scorso anno sulle reti regionali è avvenuto un solo deragliamento riconducibile, anche in questo caso, a problematiche manutentive dell’infrastruttura.

Le analisi di tali eventi sono confluite nella raccomandazione, inviata a tutti gli operatori ferroviari il 15 gennaio 2018, con cui l’ANSF ha chiesto un riesame complessivo dei processi interni per garantire un efficace presidio della manutenzione. Inoltre, a seguito dell’incidente di Pioltello, l’ANSF ha impartito ulteriore disposizione nei confronti del gestore dell’infrastruttura RFI, definendo azioni immediate a breve e a lungo termine finalizzate ad un riesame complessivo dei processi interni per garantire un efficace presidio della manutenzione.

Le dichiarazioni di Toninelli

“Come è apparso chiaro fin dall’inizio del mio mandato, – ha dichiarato il Ministro Danilo Toninelli – ho voluto mettere il tema della sicurezza ferroviaria, soprattutto rispetto alle tratte regionali e locali, tra gli obiettivi più importanti da perseguire. Nel contratto di programma tra Stato e RFI si sta facendo un grande sforzo per incrementare gli investimenti su questo fronte. Dall’altra parte, dobbiamo stimolare le Regioni, in veste di concedenti di servizi di trasporto ferroviario, a spingere i concessionari a usare bene il danaro. Ci sono risorse che troppo spesso restano ancora inutilizzate: un lusso che non possiamo permetterci. Prendere il treno, penso ad esempio ai pendolari, deve essere una scelta di normalità, non di coraggio. In tal senso non posso che riconoscere ad ANSF un ruolo regolatorio apprezzabile e importante, tanto importante da diventare un modello che abbiamo deciso di allargare a tutte le infrastrutture terrestri”.

 

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