La grande bellezza: la sicurezza!

Solitamente quando si parla di cantieri il primo pensiero che ci viene in mente è quello di un cantiere edile, per la costruzione di edifici a uso abitativo e questo perché è molto più frequente vederne in giro, in periferia o in città.

Tuttavia, si definisce “cantiere” anche quella struttura che viene allestita, mediante attività di montaggio, smontaggio, per spettacoli musicali, cinema, teatro, insomma per tutto ciò che è parte del settore spettacolo.

Oltre alle regole per la costruzione di palchi dobbiamo prendere come riferimento anche la circolare n. 35 del 24 dicembre 2014 , intitolata appunto Istruzioni operative tecnico – organizzative per l’allestimento e la gestione delle opere temporanee e delle attrezzature da impiegare nella produzione e realizzazione di spettacoli musicali, cinematografici, teatrali e di manifestazioni fieristiche alla luce del Decreto Interministeriale 22 luglio 2014.

La circolare chiarisce alcuni punti e riprende quanto indicato nel Decreto interministerale del 22/7/2014 e identifica:

  • campo di applicazione
  • terminologie e definizioni
  • luogo o sito dello spettacolo
  • misure preventive
  • requisiti formativi

La sicurezza non riguarda solo le aziende. La sicurezza si esprime  anche mentre si crea arte, mentre cerchiamo di volare in ogni modo possibile. Ma prima di tutto questo, chiediamoci quanto valgono le emozioni che viviamo lì in alto. Viviamo anche l’arte con maggiore serenità. Ricordiamo che i moschettoni e le corde non devono essere usurati, devono riportare il marchio CE ed il carico.

Solo così possiamo esprimere in pieno tutto il nostro estro. La ginnasta Giovanna Nargiso, di Apricena (Foggia), stimata atleta presente alla Fiera del Fitness di Rimini, non lascia nulla al caso.

Ogni cosa viene studiata prima degli esercizi. Ogni corda viene testata ed analizzata. La sua arte va oltre perché i rischi in cui può incedere sono molteplici. Ma questi possono essere abbattuti, se diamo loro la giusta rilevanza. Proprio come fa Giovanna.

In questo esercizio in una cava di Apricena, la benna di un immenso escavatore viene utilizzata per sollevare Giovanna nel vuoto, sopra le dure pietre. Questo sfondo si contrappone alla dolce armonia del suo corpo e tutto ha un senso. Giovanna volteggia nel vuoto, andando oltre i suoi limiti ed il pensabile diventa possibile. Ed in questo caso, il possibile diventa anche sicuro.

 

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