Esplosione per fuga di gas a Catania, morti due pompieri. Una persona carbonizzata

La deflagrazione è avvenuta in una palazzina del centro storico, in via Garibaldi. Altri due vigili del fuoco sono stati ricoverati in gravi condizioni. La procura apre un fascicolo

CATANIA. Un’esplosione dovuta ad una fuga di gas si è verificata a Catania in un edificio nei pressi della centrale via Garibaldi intorno alle 18 e 30. Nella deflagrazione sono morti due vigili del fuoco mentre una terza persona è stata trovata carbonizzata.

Si tratta di un sessantenne che viveva nella palazzina e lavorava come venditore e riparatore di biciclette. Nello stesso palazzo aveva casa e negozio, in affitto. Sarebbe stato lui stesso a dare l’allarme su una presunta fuga di gas nella struttura, che non ha il metano, ma usava bombole di gas gpl. I vigili che sono rimasti coinvolti erano intervenuti sul posto proprio per entrare nell’appartamento.

Resta ancora da chiarire come mai la persona che era dentro la casa non abbia aperto le finestre o la porta, e se sia stato impedito forse da un malore. Altri due pompieri sono ricoverati in gravi condizioni all’ospedale Garibaldi.

Il quinto vigile della squadra è illeso ma sotto choc. Non si esclude la presenza di una quarta vittima “civile”.

Le indagini della Procura

Sulla vicenda la procura di Catania ha aperto un fascicolo. Al momento non ci sono reati ipotizzati, perché, spiega il procuratore Carmelo Zuccaro, “non escludiamo alcuna ipotesi se prima non avremo un quadro completo dell’accaduto”. “Sono qui dove c’è stata l’esplosione, in via Garibaldi 316.

Una tragedia. Due vigili del fuoco morti, due gravi. Un civile morto. Esplosione di bombola”, scrive su facebook il sindaco della città etnea, Enzo Bianco.”Una bomba, sembrava un’attentato”, dicono gli abitanti della zona.

“Ho sentito un boato incredibile – racconta un negoziante – e ho pensato a una bomba violenta, ho avuto una grande paura”. “Ho pensato di morire – racconta un giovane che lavora in un negozio – lo spostamento d’aria è stato così forte che ho temuto che le mura mi crollassero addosso da un momento all’altro”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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