Dieta e salute: sapere quando mangiare e come nutrirsi

Mangiare un bel piatto di pasta a pranzo ha effetti diversi rispetto al consumo della stessa identica portata a cena: è il principio della cronoalimentazione

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Gli studi scientifici lo dimostrano: la salute si costruisce sulla base di come ci alimentiamo ma soprattutto sulla base di come ci nutriamo.

Gli attuali alimenti sono impoveriti di molti elementi nutritivi e presentano talvolta  l’aggiunta di additivi di varia natura.

Integrare correttamente i nutrienti essenziali

Mangiare è considerato uno dei piaceri della vita, tuttavia è importante comprendere come integrare gli elementi che ci possono venir mancare da una normale alimentazione. “Mangiare bene” non significa solo consumare cibi buoni e di qualità.

Lo stile di vita frenetica e le abitudini alimentari non corrette che caratterizzano la nostra vita non riescono a far fronte alle fisiologiche esigenze del nostro corpo: si genera quindi  una carenza di nutrienti essenziali, o per un aumentato fabbisogno o per una ridotta assunzione, oppure in correlazione a particolari procedimenti di lavorazione e conservazione degli alimenti.

Una dieta equilibrata sarebbe in grado di fornire tutti quei nutrienti che servono al nostro organismo tuttavia questa da sola non garantisce un adeguato equilibrio dei nutrienti necessari; per cui diventa indispensabile integrare ciò che ci viene a mancare.

La carenza di nutrienti determina le cosiddette “malnutrizioni per difetto”. In questi casi il corretto uso del giusto tipo di integrazione, insieme ad una regolarizzazione dell’alimentazione, può migliorare la salute e  l’aspetto esteriore dell’individuo.

Un corretto stile alimentare contribuisce a costruire, rafforzare, mantenere il corpo e a fornire l’energia quotidiana indispensabile al buon funzionamento dell’organismo.

Dieta e prevenzione delle malattie

Mangiare sano e conoscere una corretta integrazione nutrizionale aiuta a prevenire e a trattare molte malattie croniche come l’obesità e il sovrappeso, l’ipertensione arteriosa, le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, le malattie metaboliche.

Il rischio cardio e cerebrovascolare è fortemente influenzato dal tipo di alimentazione. È anche consigliabile una riduzione dell’uso quotidiano di sale da cucina per il riequilibrio dei valori di pressione arteriosa e quindi del rischio di ipertensione e di scompenso cardiaco.

Il  modo più efficace per garantire un apporto adeguato di energia e nutrienti è quello di variare il più possibile e di combinare, opportunamente, i diversi cibi. I principali gruppi di alimenti che devono essere presenti nell’alimentazione quotidiana per garantire una dieta equilibrata sono:

Il cibo e il tempo: la crononutrizione

Forse il problema non è “quanto” ma “quando”.

Parliamo del mangiare e della nostra continua lotta contro l’aumento di peso.

Mangiare un bel piatto di pasta a pranzo ha effetti diversi rispetto al consumo della stessa identica portata a cena.

Ciò che cambia è infatti la risposta del nostro metabolismo, che sembra prediligere un apporto maggiore di nutrienti durante la prima fase della giornata.

È il principio alla base della crononutrizione, regime alimentare che sottolinea l’esigenza di sincronizzare i pasti con il proprio orologio interno.

Il rapporto fra dieta e ormoni

È proprio con la dieta che attiveremo la secrezione di uno o l’altro ormone per raggiungere o meno i propri obiettivi. È inoltre fondamentale valutare i livelli ormonali individuali, poiché diversi soggetti possono manifestare naturalmente una iper o ipoproduzione di determinati ormoni.

Gli ormoni hanno un andamento circadiano che possiamo enfatizzare con la corretta assunzione di determinate tipologie di cibi ed a determinate ore; così nella prima parte della giornata assumeremo carboidrati perché il cortisolo contrasterà l’azione anabolizzante dell’insulina. Inoltre lo svolgimento delle attività giornaliere consentirà di “metabolizzare” una buona fetta di quanto introdotto sotto forma di cibo.

Le ricerche

Su Diabetic Medicine è stata recentemente pubblicata un’analisi incentrata su soggetti colpiti da diabete di tipo 2.

Le persone che facevano colazione tardi nella mattina mostravano maggiori possibilità di avere un indice di massa corporea più elevato rispetto a chi aveva invece l’abitudine di far colazione al mattino presto.

Un’altra ricerca ha invece messo in relazione l’orario dei pasti con l’efficacia di un regime alimentare dietetico su un campione di 420 persone sottoposte a 20 settimane di dieta. I risultati indicano che chi aveva l’abitudine di mangiare più tardi perdeva anche meno peso e più lentamente rispetto a chi mangiava a orari anticipati.

Uno dei motivi potrebbe riguardare i comportamenti individuali, vale a dire che se sei sveglio di notte è più probabile che tenderai a mangiare di più. Inoltre, potrebbe esserci anche una ragione legata al funzionamento dell’orologio biologico. In ogni caso, nell’attesa di saperne di più, è bene cercare di concentrare l’introito calorico nella prima parte della giornata.

Si vuol perdere peso? Allora sarà necessario adattare la propria alimentazione in funzione delle variazioni metaboliche del proprio corpo, durante tutta la giornata.

La crono alimentazione si basa sulla morfologia di ciascuno, per aiutarci a capire meglio come funziona il nostro organismo e perché alcuni tendono più di altri ad accumulare i grassi.


FONTI


Siti internet

 

BIBLIOGRAFIA:

  • Dimagrire con la crono dieta, M. TODISCO, P. MARCONI, Rizzoli editore
  • Il peso giusto con la cronodieta. Come sfruttare l’orologio che è dentro di noi per mangiare quando i cibi non fanno ingrassare di Mauro TodiscoPaolo Marconi
  • Crono-Alimentazione: come rimanere in forma tutta la vita. E-book
  • di Fosca Marazzi Editore:Youcanprint Data di Pubblicazione:maggio 2017

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