Corsi di formazione in materia di sicurezza in una azienda con 1.200 operai

La parola ha il suo peso immediato sul sistema nervoso. In pratica, ogni cosa che diciamo deve essere tradotta a livello chimico perché il sistema nervoso ne prenda atto, per tale motivo chi si pone di fronte a dei lavoratori, per dire loro cose tanto importanti, deve saper usare le giuste parole!

Questo non vuole essere un mero articolo legato agli aspetti normativi, alla buona prassi. È un articolo che vuole andare un po’ oltre e raccontare di 15 anni di esperienza come formatore con lavoratori di ogni genere.

L’idea di leggere delle slide, a persone sedute, li di fronte in modo passivo, non mi è mai piaciuta, la trovo riduttiva e non proficua!

Allora ho immaginato che tra me e i discenti, ci potesse essere uno scambio di informazioni, io dico loro delle cose, loro insegnano a me delle altre, quindi un percorso di crescita insieme a loro, cosi la loro esperienza sul campo unita alla mia esperienza formativa , può davvero fare la differenza , ed essere un “agevolatore alla crescita in materia di sicurezza”!

Sì, un agevolatore, perché non si può partire dalla norma, ma si deve partire dall’importanza della vita e del rispetto verso la propria.

Nel mese di dicembre 2017, ho effettuato una formazione in una azienda che costruisce fusoliere, una realtà non comune, dove i rischi sono una complessità inimmaginabile:

  • rischi fisici;
  • rischi per lavori in quota;
  • rischi per polveri (titanio, azoto liquido ecc);
  • rischi da schiacciamento;
  • rischi da scivolamento ed inciampo
  • rischi da stress da lavoro correlato;
  • turni notturni…e tanti altri ancora!

Il loro primo approccio non è stato dei migliori, i lavoratori sono sempre scettici quando si fanno i corsi di formazione in materia di sicurezza, poiché lo ritengono una perdita di tempo, io ho provato a sovvertire questo aspetto.

Bene ho detto loro, raccontatemi come svolgete il vostro lavoro, ed io vi raconterò il mio, usciremo da questo percorso tutti più informati e formati.

A queste parole, i lavoratori si sono sentiti coinvolti, il corso non lo stavano subendo, ma ne erano loro parte attiva!

Nello specifico ho tenuto un corso per lavori in quota, dopo una breve introduzione normativa, abbiamo sviscerato una serie di problematiche legate a questo aspetto del loro lavoro, ed emerso che i preposti addetti all’acquisizione dei dpi , non erano persone formate , non sapevano neppure che DPI adeguati bisognava comprare per quel tipo di lavoro!

Allora il primo punto fondamentale: chi è addetto all’approvvigionamento dei DPI, deve essere persona esperte e comunque deve sapere che tipologia di DPI, deve essere comprato!

Secondo punto fondamentale: fattore non trascurabile, che deve essere trasmesso, è l’importanza di saper utilizzare in modo giusto, i DPI, quali gli imbraghi, i cordini di stazionamento, anche come agganciare un connettore….. non è un caso, ma può salvargli la vita!

Ho fatto vedere loro molti casi in cui un cordino , solo per il semplice fatto di essere annodato, abbia perso le sue caratteristiche di trattenuta, ed immaginate i loro cordini erano tutti…… annodati!

Loro non lo sapevano!

Un imbrago su cui scriviamo con il pennarello .. non è più adatto all’uso! Loro mi dicono: “Ma è solo una scritta!”. Ed io gli rispondo: “d’accordo e voi avete solo una vita! Come la mettiamo…cosa conta di più?”. Beh, la risposta è semplice!

Il valore unico, e speciale della nostra vita, non può essere appeso a nessun filo, corda, cordino…o altro!

Roberto Re dice: “Posso farlo, voglio farlo, lo faccio” Bene allora facciamolo..cosa dobbiamo aspettare…

Durante la formazione, noi usiamo parole, ma bisogna usare le giuste parole ed i giusti toni. Quel tempo deve essere tempo buono. Io adoro quando, alla fine dei miei corsi, mi viene detto: “bene, quando ci rivediamo?”. Allora (wow!) …sono arrivata nei loro pensieri.. …e loro ricorderanno le mie parole quando metteranno in pratica ciò che io gli ho trasmesso, ho agevolato il loro cammino verso la cura della propria vita sul lavoro!

La parola ha il suo peso immediato sul sistema nervoso. In pratica, ogni cosa che diciamo deve essere tradotta a livello chimico perché il sistema nervoso ne prenda atto, per tale motivo chi si pone di fronte a dei lavoratori, per dire loro cose tanto importanti, deve saper usare le giuste parole!

La disponibilità è responsabilità di formatori di riuscire a comunicare e trasmettere ai lavoratori che nessun altro può risolvere e migliorare ciò che non ti piace, per ciò che è in tuo potere, quindi voi avete un potere…quello di applicare la sicurezza per voi e per gli altri…avete un grande potere!

È importante far comprendere che un infortunio è sempre dietro l’angolo, che:

  • Il grado di avvertimento;
  • Durata dell’occorrenza;
  • Grado di negligenza;
  • Grado di giudizio erroneo

Possono essere alla base per l’accadimento di un infortunio…

  • È necessaria la raccolta delle informazioni e descrizione delle caratteristiche degli impianti, dell’ambiente naturale, della popolazione , dei punti di interesse, delle infrastrutture, …;
  • Identificare tutte le componenti che generano pericoli (rischio industriale, rischio naturale, rischio trasporto di merci pericolose, …);
  • Identificare i target vulnerabili;
  • Identificare i possibili incidenti e le sorgenti;
  • Individuare i possibili scenari incidentali;
  • Identificare le misure di mitigazione e protezione;
  • Stimare le conseguenze;
  • Valutare se sono possibili effetti domino;
  • Stimare le frequenze di accadimento;
  • Considerare l’evento è inaspettato;
  • L’evento è inevitabile;
  • L’evento è non voluto.

Un evento incidentale può essere quindi classificato facendo riferimento a queste caratteristiche:

  • Grado di aspettazione;
  • Grado di evitabilità;
  • Grado di volontarietà;
  • Grado di allarme;
  • Durata del fenomeno;
  • Grado di negligenza;
  • Grado di errata valutazione della pericolosità.

E chi più dei lavoratori può fornirci tutte queste informazioni…? Nessuno!!

  • La valutazione di particolari problematiche inerenti la sicurezza e l’affidabilità emergono non solo da valutazioni tecniche puntuali, ma anche dal interazione con chi ogni giorno applica e ritrova problematiche sconosciute a chi non è li, sul campo!

  • In qualità di tecnico e di formatore , adoro essere sul campo, quella distanza che c’è tra chi forma ed il discente si annulla….tutto assume una dimensione vicina alla sensibilità dei lavoratori, è questo è un aspetto rilevante. Il formatore deve dare affidabilità, ed è una delle virtù che più è apprezzata dai lavoratori, loro partono dal presupposto che chi non si sporca le mani, come può capire? Ed allora chi vuole formare deve cominciare a trasmettere la voglia , il desiderio che quelle non restino solo parole, allora, per riprendere delle parole di Roberto Re: “i vorrei” diventano “voglio”, i “dovrei” diventano “devo”, quando i “prima o poi” diventano “adesso”, allora e solo allora cominciamo ad essere reali, ossia a far si che le nostre parole si sono concretizzate e compenetrate nella realtà, è questo non ha un prezzo, ma un bene superiore, ossia la possibilità che una vita sia salvata, grazie a ciò che noi abbiamo trasmesso, attraverso le nostre parole!

  • GRAZIE A TUTTI LAVORATORI CHE MI HANNO INSEGNATO TANTO!

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