Confassociazioni, il nuovo organigramma: grandi novità e professionisti

Nel Dna di una grande rete professionale c’è il gene fondante del suo successo: la capacità di saper coniugare il valore della tradizione con la spinta verso l’orizzonte dell’innovazione. È per questo che fin dall’inizio del 2017 Confassociazioni ha lavorato per un grande rinnovamento del suo modello organizzativo

Nel Dna di una grande rete professionale c’è il gene fondante del suo successo: la capacità di saper coniugare il valore della tradizione con la spinta verso l’orizzonte dell’innovazione. È per questo che fin dall’inizio del 2017 Confassociazioni ha lavorato per un grande rinnovamento del suo modello organizzativo. Un’operazione impegnativa perché, pur nella continuità degli obiettivi strategici (visione di lungo periodo, collaborazione competitiva e crescita costante), ha inserito nuove importanti professionalità che fossero in grado di sostenere in termini di competenze e relazioni i 652mila iscritti, le oltre 126mila imprese associate e le 341 associazioni professionali che fanno parte di  Confassociazioni”.

D’altra parte, in una rete che vede percentuali di crescita esponenziali degli associati e delle organizzazioni dal 2013 al 2017 (da 50mila a oltre 650mila gli iscritti e da 42 a 341 associazioni), i numeri, per quanto sintetici, raccontano molto. La nuova struttura di vertice di Confassociazioni a livello centrale e territoriale è fatta di quasi 100 importanti protagonisti del nostro mondo professionale e imprenditoriale fra cui spiccano:

  • 28 Presidenti di associazioni professionali o di organizzazioni che raggruppano più associazioni;
  • 26 tra Imprenditori proprietari di piccole e medie imprese (PMI) e/o Titolari di studi professionali;
  • 18 tra Direttori Generali e Top Manager di grandi e medio-grandi imprese;
  • 15 Professori Universitari e Accademici;
  • 12 fra CEO, Amministratori Delegati e membri di Consigli di Amministrazione.

Persone di grande rilievo – ha evidenziato il Presidente Angelo Deiana, al servizio di una grande business community. Una rete di comando diffusa che avrà come obiettivi primari sia quello di continuare ad espandersi in termini quali-quantitativi, sia quello di continuare ad investire da veri e propri azionisti la propria professionalità in Confassociazioni e nel Paese. Le premesse positive ci sono tutte: i nomi e le biografie presenti sul sito (http://www.confassociazioni.eu/la-nostra-organizzazione/struttura-organizzativa/) raccontano chiaramente il livello professionale e imprenditoriale di cui stiamo parlando.

Sono state create le nuove branch strategiche come quelle dedicate ad AmbienteInfrastrutture e New Deal, e importanti Osservatori Nazionali (Fiscalità, Impresa e Professioni 4.0, Infrastrutture, Reputazione, Professioni Olistiche, Sovraindebitamento) e sono state rafforzate anche tutte le altre branch storiche di Confassociazioni : Immobiliare, Banca e Finanza, Digital, Coaching, Comunicazione, Cultura Spettacolo Moda, Giovani e Start-Up, Imprese e Consumatori, International, Management, Sicurezza, Sport e Benessere, Terzo Settore, University. 

Una grande struttura per investire da azionisti nel sistema Italia le competenze, capacità e abilità ed assicurare a tutti un futuro migliore.

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