Come vivere la sicurezza sul lavoro

Per rendere concreta la coscienza sociale della sicurezza e della salute sul lavoro fondamentale è  l’introduzione della formazione alla sicurezza

Per costruire una cultura della sicurezza bisogna coinvolgere l’uomo, il cittadino ed il lavoratore ovvero bisogna abituarsi a “ pensare sicuri”.

Per rendere concreta la coscienza sociale della sicurezza e della salute sul lavoro fondamentale è  l’introduzione della formazione alla sicurezza ed alla salute, nell’ambiente lavorativo.

Ciò tuttavia no può bastare se non viene inserito un percorso legato alla sicurezza e alla tutela della salute a partire dal programma scolastico per diffondere quegli atteggiamenti  collegati alle buone pratiche lavorative ed operative.

Non si può agire  sull’onda emotiva delle tragedie, per tornare ad un mero adempimento normativo o una colpa dove trionfa la condanna penale.

Per poter  vivere davvero la sicurezza nella pratica lavorativa occorre credere nella sicurezza, migliorare la sicurezza, coinvolgere i lavoratori nelle scelte non solo attraverso l’RSL , ma  anche investire nelle competenze dei vari lavoratori.

Molto spesso la prevenzione infortuni e con essa la sicurezza sul lavoro viene vissuta come uno scaricare le responsabilità sui lavoratori, sul consulente e su tutte quelle figure che possono allontanare la responsabilità dal datore di lavoro in una ottica di ricerca della colpa nel caso accada qualcosa.

La sicurezza sul lavoro

La vera sicurezza sta nell’attenzione quotidiana che il datore di lavoro dedica ai propri lavoratori, recandosi nel luogo di lavoro, facendo sentire la sua presenza nell’ottica di un genuino interesse verso l’uomo.

Sicurezza è l’attenzione rivolta, alla capacità di utilizzare impianti e macchinari presenti in azienda, alle competenze maturate dai lavoratori e dai vari preposti nell’ambito del modello organizzativo aziendale.

La sicurezza è data anche dalla professionalità  dei consulenti  e dalle capacità ed esperienza  di chi affianca l’imprenditore non solo negli adempimenti agli adeguamenti normativi o tecnici ma anche nell’implementazione di un vero modello  o sistema di gestione della sicurezza con un vero  percorso di crescita e di pratica in campo all’interno del luogo di lavoro e non solo a tavolino come spesso accade.

Oggi, ogni soggetto che è coinvolto con la sicurezza sui luoghi di lavoro, ha precisi riferimenti normativi e tecnici, basterebbe infatti applicare tutte le precauzioni previste dalla normativa nello svolgimento del lavoro quotidiano per evitare l’insorgenza di infortuni tuttavia ciò non può non avvenire senza tener conto dell’individuo e dei suoi limiti

La vera sicurezza si ha quando diventa reale e attuabile nella pratica quotidiana, ottenendo un cambiamento del comportamento e non una  imposizione.

Se tutti i dipendenti fossero sempre diligenti, esperti e periti non sarebbe necessario dotare i luoghi di lavoro e le macchine di sistemi di protezione (corte di cassazione – Sezione IV Penale – 7 giugno 2010 n. 21511). E se tutti fossero sempre diligenti, esperti e periti non sarebbe neanche necessario informare, formare, addestrare, con aggiornamenti periodici, i lavoratori, ma anche i preposti e i dirigenti.

Non tutti sono diligenti-esperti-periti e anche chi lo è ha la tendenza a sottovalutare l’importanza dell’attenzione continua alla sicurezza e all’igiene del lavoro.

Un equilibrato approccio alla sicurezza può essere sviluppato soltanto se il rischio reale sui luoghi di lavoro coincide,  con quello percepito dai lavoratori con un approccio al lavoro, legato all’atteggiamento di ogni singolo individuo lavoratore in relazione alle sue competenze ed esperienza sul luogo di lavoro.

Si è sviluppato, inoltre un quadro legislativo comunitario in materia di sicurezza sul lavoro che rende possibile costruire una strategia e  un’impostazione globale del benessere sul luogo di lavoro che tenga conto delle trasformazioni che interessano il mondo del lavoro unitamente a tutti i nuovi rischi che tale trasformazione inevitabilmente fa insorgere.

Fondamentali sono gli investimenti del datore di lavoro per una più efficace coinvolgimento dei lavoratori nel processo di attuazione della sicurezza.

Tuttavia gli investimenti in tema di “Sicurezza e salute dei lavoratori”, sono percepiti alla stregua di una “tassazione”, che hanno una ricaduta nulla, o scarsa, sulla produttività dell’impresa.

Tutto ciò però non tiene conto dei costi di una mancata sicurezza legati a danni personali, risarcimenti, blocco dei processi o degli impianti ma soprattutto il danno personale e morale di un lavoratore che deve essere visto come  una risorsa , infatti  gli investimenti in materia di Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro hanno un impatto positivo sulla redditività e sull’immagine dell’impresa.

Anche molte piccole e medie imprese sanno riconoscere i costi di una strategia inefficace della SSL e quindi dei cosiddetti costi della non sicurezza e, di conseguenza, i vantaggi legati all’attuazione di una buona strategia di SSL.

«Oltre a migliorare il morale del personale e a ridurre le assenze per malattia, la SSL contribuisce a fidelizzare i clienti e rappresenta un fattore discriminante per quanto riguarda l’aggiudicazione di nuovi contratti e le possibilità di espansione dell’impresa». John Purnell, direttore regionale, Cougar Automation Ltd.


FONTI BIBLIOGRAFICHE

www.uilpa-ur.org/normativa/sicurezza/manuale_prevenzione_e_sicurezza.pdf

www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/salute-e-sicurezza/…prevenzione/…/default.aspx

·         Prevenzione e sicurezza – INAIL

https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prevenzione-e-sicurezza.html

·         L’importanza della sicurezza sul lavoro – IAL Nazionale

https://www.ialnazionale.com › Formazione per la sicurezza

·         Prevenzione dei rischi sul lavoro – Diritti e Risposte



 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *